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Per una politica di gestione del lupo orientata alla ricerca di soluzioni

Hans Weber è il direttore della CIPRA Svizzera © CIPRA Schweiz

Solo recentemente si è fatta più consistente la presenza di lupi nelle Alpi svizzere e si è giunti alla formazione del primo branco nella regione del Calanda, nei pressi di Coira. E già si preannuncia un allentamento della normativa per la protezione del lupo. Hans Weber, direttore della CIPRA Svizzera mette in guardia da reazioni affrettate.

Una mozione del Consiglio degli Stati chiede una revisione della legge sulla caccia. Ancora prima che la mozione venisse trasmessa, la consigliera federale Doris Leuthard ha inviato in consultazione una revisione della normativa sulla caccia che consente ulteriori interventi di regolazione, come ad esempio l’abbattimento di giovani lupi nel caso si avvicinino agli insediamenti. Sotto la pressione dei rappresentanti di interessi, un tema carico di emotività rischia qui di portare a decisioni affrettate e superficiali. Sarebbe invece necessaria un’analisi lucida e puntuale per giungere a soluzioni ponderate.

La mozione per la revisione della legge chiede una più incisiva regolazione della popolazione di lupi. Una richiesta anche comprensibile dal punto di vista degli allevatori. Però è prima necessario garantire una popolazione di dimensioni tali da poter sopravvivere a lungo termine nelle Alpi svizzere, altrimenti la sbandierata protezione del lupo ha poco senso. Nel momento in cui si è appena formato il primo branco di lupi, procedere a una revisione della normativa che consenta l’abbattimento preventivo di giovani lupi è una scelta avventata e precipitosa. Non è quindi il momento di modificare in senso restrittivo la normativa vigente, che prevede abbattimenti solo se si accerta un numero eccessivo di predazioni a danno di animali da reddito.

Sono disponibili idee e buone pratiche che mostrano come sia possibile favorire la convivenza tra lupo, zootecnia ed esseri umani. In molti luoghi le esperienze di protezione delle greggi hanno dato buoni risultati. Sarebbe senz’altro opportuno acquisire maggiori conoscenze ed esperienze. A questo proposito la CIPRA ha fornito più di un contributo costruttivo. La Svizzera potrebbe, ad esempio, trarre spunti dalle esperienze positive maturate in diverse regioni d’Italia, dove la convivenza con una popolazione di lupi molto più numerosa è all’ordine del giorno.

Maggiori informazioni: http://www.cipra.org/it/dossiers/grandi-carnivori?set_language=it

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