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Le Alpi perdono la neve

Le Alpi perdono la neve. Contemporaneamente aumentano gli investimenti nel turismo invernale tradizionale. © bookhouse boy/flickr.

Gli inverni sono sempre più corti e poveri di neve, questo è emerso da uno studio di recente pubblicazione. La causa della minor durata dell’inverno è stata individuata in particolare nel precoce disgelo primaverile.

Il riscaldamento climatico si fa sentire anche alle quote più elevate, come ha constatato una recente ricerca condotta dall’Università di Neuenburg e dall’Istituto per lo studio della neve e delle valanghe dell’Istituto federale di ricerca per la foresta, la neve e il paesaggio. I ricercatori hanno analizzato i dati di undici stazioni meteorologiche situate tra i 1100 e i 2500 metri di quota in Svizzera. I risultati parlano chiaro: la stagione della neve oggi inizia mediamente con dodici giorni di ritardo e finisce 25 giorni prima rispetto a 45 anni fa. Pertanto il semestre invernale ha perso mediamente 37 giorni caratterizzati da copertura nevosa. Anche l’accumulo massimo di neve è diminuito di un quarto. Non si riduce dunque solo il periodo della copertura nevosa, ma anche la quantità di neve complessiva.

Contemporaneamente i comprensori sciistici continuano a investire per potenziare impianti di risalita e piste da sci, come ha recentemente evidenziato la CIPRA in una conferenza stampa a Innsbruck/A. Ma il turismo non è l’unico settore colpito da questi sviluppi: meno neve significa un minor deflusso dallo scioglimento della neve, quindi d’estate diminuisce l’acqua a disposizione della società e degli ecosistemi.

Fonte e ulteriori informazioni:

www.slf.ch/dienstleistungen/news/paper_rebetez/index_IT,

www.badische-zeitung.de/suedwest-1/immer-weniger-schneetage-auch-im-schwarzwald--127868680.html (de)

www.tdg.ch/suisse/La-duree-d-enneigement-est-toujours-plus-courte/story/22818412 (fr)

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