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Punto di vista: dalla fame alla sobrietà

Cristina dalla Torre, Membro della consulta dei giovani © Darko Todorovic

Lo sviluppo della società richiede sempre più energia. La cui produzione va a scapito della natura e delle giovani generazioni. È necessario adeguare i nostri stili di vita. Noi siamo pronti a compiere questo passo, afferma Cristina Dalla Torre della Consulta dei giovani della CIPRA, ma abbiamo bisogno di un adeguato supporto.

La domanda di come far fronte all’insaziabile fame di energia della nostra società è per noi della Consulta dei giovani un vero rompicapo. La popolazione delle Alpi aumenta e con essa crescono in modo più che proporzionale anche il consumo e la domanda di energia. Il cambiamento climatico impone una transizione energetica. Ma spesso la produzione di energia rinnovabile, cosiddetta “energia verde”, va a scapito dell’ambiente naturale – fiumi, foreste e paesaggio. Si rischia così di passare da un’ingiustizia verso le future generazioni (il cambiamento climatico) a un’altra (la perdita delle risorse naturali).

In un mondo in cui le risorse naturali sono limitate, i progetti che producono una piccola quantità di energia a fronte di un grave impatto sulle risorse naturali non possono essere giustificati. Dobbiamo impostare la questione in modo più ampio e chiederci: quanta energia ci serve per una buona vita? E come possiamo ottenere l’energia di cui abbiamo bisogno per quanto possibile senza danno?

Pur essendo finora limitati, i buoni esempi non mancano: già oggi ci sono le tecnologie per rendere le nostre abitazioni parte attiva nella produzione d’energia. Anche nelle attività del tempo libero possiamo produrre energia. Ci sono palestre dove attraverso l’attività fisica si possono produrre beni alimentari come olio e farina, oppure locali dove ballando o pedalando in bicicletta si produce energia elettrica per l’impianto della musica.

Il principio di sobrietà afferma che occorre ridurre il consumo di energia. Nel settore pubblico e in quello privato ciò può avvenire raggiungendo alti standard energetici negli edifici o attraverso l’attenzione al ciclo di vita dei prodotti nella fase d’acquisto. I cittadini sono più propensi a risparmiare energia se sono offerte condizioni adeguate; ad esempio se mediante misure di pianificazione territoriale i tragitti da percorrere a piedi o in bici sono mantenuti brevi, oppure se la rete di trasporto pubblico è efficiente. Da parte nostra, possiamo contribuire acquistando prodotti locali, con meno imballaggi e riducendo il consumo di carne.

Noi membri della Consulta dei giovani della CIPRA siamo pronti a modificare il nostro stile di vita. Ma per farlo in modo coerente ed efficiente chiediamo chiare e semplici linee guida e un’informazione trasparente sulla produzione di energia e l’intensità energetica dei prodotti che consumiamo. Chiediamo anche che i decisori politici diano il buon esempio con il loro comportamento. In questo modo sarà più facile trovare un punto di equilibrio tra uomo e natura.

Fonte e ulteriori informazioni:

www.cipra.org/it/alpmonitor/campo-d2019azione-natura-e-uomo ,
www.gmüesesel.ch/13-0-Willkommen-beim-GmueesEsel.html (de)
www.energy-floors.com/sustainable-dance-floor/
solarsoundsystem.org/ (en)

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