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Mobilitazione per le ferrovie regionali dimenticate

Ferrovie dismesse: nonostante la forte domanda, sono molte le linee regionali che vengono soppresse. © Jürgen Reitböck / pixelio

Trasporto pubblico locale inefficiente, linee ferroviarie minori trascurate o dismesse - nonostante gli utenti non manchino. In Provincia di Belluno i cittadini chiedono ora una "Carta della mobilità sostenibile per le regioni di montagna".
Alla fine di febbraio 2014 studenti, pendolari e cittadini della Provincia di Belluno hanno dato vita a due giorni di mobilitazione che sono iniziati con un presidio della stazione del capoluogo provinciale. Con l'iniziativa intendono richiamare l'attenzione sul degrado delle infrastrutture ferroviarie locali e il pessimo servizio offerto ai viaggiatori e chiedono una carta della mobilità sostenibile. I comitati di cittadini e le associazioni criticano le condizioni inaccettabili del trasporto pubblico locale e lo spreco di tempo e denaro pubblico per inutili progetti di prolungamento autostradale e denunciano i politici, che sembrano interessati solo a nuove grandi infrastrutture.
Di ferrovie dimenticate - o trascurate per altri interessi prioritari - si occupa anche la Confederazione Mobilità Dolce (Co.Mo.Do.). L'associazione, composta da rappresentanti del trasporto pubblico locale, comitati locali e operatori del settore del turismo ecocompatibile, si oppone alla dismissione di linee ferroviarie regionali. Il 2 marzo Co.Mo.Do. ha organizzato la 7° Giornata nazionale delle ferrovie dimenticate, con iniziative rivolte alla scoperta e alla valorizzazione del patrimonio ferroviario.
Anche in altre regioni alpine le linee ferroviarie locali rischiano di essere smantellate: è il caso, ad esempio, della linea ferroviaria a scartamento ridotto della Mesolcina in Svizzera.
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