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"Borghi alpini", marchio di riconoscimento per villaggi e borgate ristrutturate.

Recuperare l'esistente anziché costruire ex novo: questo l'obiettivo dell'iniziativa "Borghi alpini". © RainerSturm / pixelio.de

Per tutti i villaggi e le borgate delle Alpi italiane ristrutturate e sottratte all'abbandono è stato creato il marchio "Borghi alpini". Recuperare edifici esistenti a scapito di nuove costruzioni, una svolta nelle Alpi italiane?
Il marchio è stato presentato recentemente in occasione della manifestazione Restructura svoltasi in novembre a Torino. L'obiettivo dell'UNCEM (Unione nazionale dei Comuni ed Enti Montani) è quello di portare sul mercato 5.000 immobili dismessi nelle sole montagne piemontesi, renderli abitabili, permettere a chi non li utilizza di venderli e a chi cerca un'abitazione di trovarla senza dover consumare altro suolo per costruire. Il marchio potrà essere richiesto dai Comuni, ma anche dai progettisti, dalle imprese del settore edile e da chi investirà per il recupero di una borgata alpina. Al momento sono in corso interventi di recupero e ristrutturazione di diversi borghi alpini dalle piccole o medie dimensioni, composte da 4 a 20 edifici, nell'ambito dei quali si è alla ricerca delle migliori soluzioni per ridurre i costi di intervento e aumentare la richiesta sul mercato degli immobili riqualificati. Dal febbraio 2014 tutti i progetti con relativi risultati in termini economici e sociali saranno presentati online. Molti degli interventi fin qui realizzati sono stati finanziati attraverso le misure del Piano di Sviluppo rurale 2007-2013. Il recupero dell'esistente nelle Alpi italiane segna una svolta epocale rispetto a fenomeni immobiliari speculativi limitati alla nuova edificazione, a vantaggio unicamente delle imprese costruttrici, che hanno contraddistinto i decenni passati.
Fonte e ulteriori informazioni www.uncem.piemonte.it/News.php?id=252
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