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Reti transeuropee di trasporto: non più soldi, ma un po' più di sostenibilità

Nuovi principi, vecchi problemi: poiché l'UE non stabilisce alcuna priorità per le TEN, vengono minati i presupposti di una politica dei trasporti sostenibile.

L'UE ha intrapreso la revisione delle leggi sulle Reti transeuropee di trasporto. Le modifiche riguardano anche i grandi progetti ferroviari del Brennero e della Torino-Lione.
Gli Stati UE sono impegnati dal 1996 ad adeguare e sviluppare i loro sistemi di trasporto. Il fondamento è costituito dalle linee guida per le reti transeuropee di trasporto (TEN), che nel 2013 saranno rielaborate per la seconda volta. Si preannunciano novità rilevanti in particolare per i collegamenti ferroviari tra Monaco e Verona e Lione e Torino.

Nuovi principi: meno rumore e CO2, più natura
Secondo la proposta avanzata dalla Commissione trasporti del Parlamento europeo, la politica dei trasporti dovrà essere un po' più sostenibile: i progetti TEN devono innanzitutto concorrere a ridurre i costi esterni dei trasporti. In secondo luogo, devono contribuire a raggiungere gli obiettivi prefissati: ridurre le emissioni di CO2 rispetto al 1990 del 20% entro il 2020 e del 60% entro il 2050. La ferrovia ha perciò la precedenza rispetto a nuovi aeroporti e strade. Terzo, le leggi per la tutela dell'ambiente, come la direttiva habitat, devono essere maggiormente considerate quando si tratta di autorizzare finanziamenti UE. In quarto luogo, infine, la proposta dei parlamentari contiene il principio secondo cui il rumore prodotto dal trasporto merci deve essere evitato alla fonte: in futuro potrà essere finanziata la dotazione dei vecchi vagoni di freni silenziosi. Finora l'UE ha finanziato solo la costruzione di barriere antirumore e simili misure infrastrutturali.
A febbraio la seduta plenaria del Parlamento europeo dovrebbe votare la proposta della Commissione trasporti e approvarla per la maggior parte. Dopo di ciò dovranno occuparsene gli Stati membri, cioè il Consiglio dei ministri dei trasporti. Se troveranno un compromesso, i nuovi regolamenti potrebbero essere approvati già nell'estate.

Spazio alpino:manca una linea chiara e scarseggiano i fondi da Bruxelles
Critiche alla proposta legislativa sono giunte dai Verdi. Essi disapprovano l'incoerenza del regolamento: "nonostante i fondi pubblici siano sempre più scarsi, l'elenco dei progetti ammissibili è stato ancora una volta ampliato in modo consistente, rifiutando di stabilire un ordine di priorità per misure con un valore aggiunto europeo", ha affermato Eva Lichtenberger, deputata UE austriaca al Parlamenti europeo. Secondo l'esponente dei verdi, tutte le risorse si concentrano sui grandi progetti estremamente dispendiosi e complessi da realizzare, come il tunnel di base del Brennero, mentre non vengono promossi progetti più piccoli ed efficienti, che favorirebbero una politica dei trasporti sostenibile. Tale questione è stata più volte sottolineata anche dalla CIPRA nelle sue richieste.
"Per lo spazio alpino ci saranno meno fondi da Bruxelles", sostiene Paul Beeckmans, referente per i trasporti del gruppo dei verdi. Per il periodo 2014-2020 sarebbero disponibili non più di 15 miliardi di euro - per tutti i progetti, ad eccezione dei Paesi di coesione. Italia, Francia, Germania e Austria dovranno perciò pagare i due tunnel di base di tasca propria fino al 90%. Poiché le risorse UE sono limitate e le casse degli Stati sono vuote, per procedere al trasferimento su rotaia non si può attendere l'ultimazione di questi grandi progetti.
Fonte e ulteriori informazioni: www.greens-efa.eu/de (de/en), http://ec.europa.eu/transport/themes/infrastructure (en), http://ten.greens-efa.org/index.php?id=4&L=0 (en), www.ertug.eu/91news_de.php?wpf_news (de), www.cipra.org/fr/presse
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