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Discussioni sul primo parco nazionale francese

Parco nazionale della Vanoise: la nuova Carta si propone di rafforzare la solidarietà tra il parco e i comuni. © Matthieu LIENHART/flickr.com

Il Parco nazionale della Vanoise, in Savoia, ha una nuova Carta. La politica, l'economia e la società civile hanno lavorato più di cinque anni alla sua redazione. Le associazioni ambientaliste sostengono il documento, anche se ne criticano la scarsa incisività. Nonostante questo, i comuni non vogliono sottoscriverlo.
A sollevare la questione è stata la Carta, un documento di 240 pagine che fissa obiettivi di protezione e propone orientamenti e misure. Con una legge del 2006 il Governo francese ha deciso di rafforzare la governance delle aree protette. A tal fine ha stabilito che i 29 comuni del primo parco nazionale francese, in collaborazione con funzionari pubblici, politici, associazioni ambientaliste e rappresentanti del parco, elaborassero una Carta. Nel marzo scorso il Consiglio d'amministrazione del parco nazionale - composto in maggioranza da rappresentanti dei comuni - ha approvato il documento. Nella primavera prossima ciascun comune dovrà decidere se aderire alla Carta. Ma già ora la maggior parte di essi ha annunciato di non volerla sottoscrivere.

Più partecipazione per i comuni
L'anno prossimo il Parco nazionale festeggerà il suo 50° anniversario. Fin dall'inizio ci sono state regole per la zona centrale, ma non per le altre aree del parco. Il documento intende favorire una collaborazione continuativa tra i singoli comuni e il parco e definire priorità comuni. "Si tratta della solidarietà tra il Parco nazionale e i comuni della zona circostante", afferma Emmanuel Michau, direttore del Parco nazionale. Se i comuni non sottoscrivono, il parco non ha alcuna competenza sulle diverse aree comunali. In altre parole: nessun sostegno, nessun progetto, niente finanziamenti. "Sarebbe un passo indietro, si dovrebbe lavorare con uno programma d'azione puntuale". Ciò sarebbe visto con favore da alcuni comuni, che temono di compromettere il loro sviluppo economico e di andare incontro a vincoli urbanistici. Anche perché il parco confina con importanti stazioni turistiche invernali.

Una Carta senza incisività
Le associazioni per la protezione dell'ambiente sono critiche. I comuni hanno partecipato direttamente all'elaborazione della Carta, tutti gli elementi dotati di qualche capacità di incidere o di carattere visionario sono stati espunti dal testo nel corso dell'accanito dibattito. "La Carta deve essere uno strumento per lo sviluppo dell'area protetta, che tuttavia tenga anche conto del suo particolare valore", afferma Vincent Neirinck di Mountain Wilderness France.
L'ultima parola, per il momento, tocca ai cittadini: nelle due prime settimane di ottobre quasi 6.000 persone da tutta la Francia hanno sottoscritto una petizione online che esorta i comuni ad approvare la Carta. Alla fine di dicembre verrà poi chiesto il parere degli abitanti del territorio del parco attraverso una consultazione pubblica. "Il Parco nazionale è di tutti", conclude Michau, "è importante che i cittadini dicano la loro".
Fonte e ulteriori informazioni: www.avaaz.org/fr/petition/Appel_pour_la (fr), www.ledauphine.com/savoie/2012/10/09 (fr), http://charte.parcnational-vanoise.fr/fr/calendrier (fr)
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