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Quando partecipare è «cool»

Il mondo in cui vivono: i progetti di partecipazione devono riflettere la vita reale dei giovani. © Anita Bonetti

I giovani sono alla ricerca dello status, del divertimento e della possibilità di esprimersi. L’ambito in cui possono impegnarsi è importante quanto la loro motivazione.
Sono gli stessi giovani a decidere se impegnarsi per una determinata causa o su un determinato tema o meno. L’opportunità di partecipare viene colta dai giovani soprattutto quando è efficace per lo status e quando ottengono un ruolo di responsabilità. In questo caso la partecipazione è ritenuta «cool» dai giovani. Il fattore divertimento è un altro aspetto da prendere in considerazione. Per i giovani è una «figata», ottengono una conferma della loro personalità e possono partecipare alle decisioni e smuovere qualcosa. Le opportunità di impegno dei giovani devono essere trasparenti, chiare e vere e soprattutto devono avere a che fare con la realtà della loro vita. I giochi pedagogici, invece, vengono subito smascherati e rifiutati.
Negli ultimi anni sono stati sviluppati numerosi modelli e forme per una realizzazione della partecipazione giovanile. Il paesaggio della partecipazione giovanile è tanto variopinto quanto lo sono le tematiche e le occasioni in cui i giovani sono invitati a partecipare. Le opportunità, le realtà, i temi e le esigenze locali e regionali sono decisivi per il successo: se l’ambito non è quello giusto per i giovani, essi non sono nemmeno in grado di impegnarsi.
Vista la brevità del periodo di tempo in cui i giovani possono partecipare prima di diventare adulti, i modelli di partecipazione giovanile sono soggetti a una particolare dinamica. La «durata» di un modello dipende da una struttura sicura e dalla disponibilità degli adulti a coinvolgere effettivamente i giovani.
La gioventù è entrata nel campo visivo dell’opinione pubblica. Le possibilità e le opportunità di una pianificazione orientata al futuro e sostenibile, tramite processi di partecipazione e il coinvolgimento giovanile, sembrano ormai accertate. Nell’ultimo decennio, in molti luoghi a livello regionale, nazionale e internazionale sono stati istituiti centri specializzati per la partecipazione e il coinvol­gimento giovanile, fortemente interconnessi fra di loro. La loro genesi è possibile solo se è garantito l’appoggio politico. Con il supporto di questi centri specializzati sono stati svolti numerosi progetti di partecipazione giovanile su diverse tematiche, anche con finanziamenti dell’Unione europea, fra cui il programma «Gioventù in azione».
I progetti sovraregionali e internazionali terminano nella maggior parte dei casi con la fine di un progetto e dei mezzi a disposizione. E’ auspicabile invece che la partecipazione giovanile diventi parte di una politica sociale e che la sua rilevanza non debba continuamente essere giustificata ex novo.

Anita Bonetti, JugendInitativ Vorarlberg
www.jugendinitiativ.at (de)
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Origine: Alpinscena n. 97 (www.cipra.org/it/alpmedia/pubblicazioni/5017)
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