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Le montagne, una scuola ­a cielo aperto

Cultura della montagna vissuta: per molti giovani lo sport di montagna ha fatto scattare il loro impegno per le Alpi. © Dietmar Meinert/pixelio.de

Perché anche i giovani possano immaginare un futuro in montagna, è necessario che abbiano una relazione personale con le montagne stesse, ­e che siano consapevoli delle dinamiche sociali ed ecologiche. Riflessioni sulla formazione ambientale nelle Alpi francesi.
Nelle Alpi francesi ci sono numerose iniziative sul tema della formazione ambientale: dopo la stagione invernale, l’associazione Mountain Riders invita i giovani a partecipare ad azioni congiunte di ripulitura nelle stazioni sciistiche; i parchi naturali organizzano scambi giovanili, per dare ai giovani la possibilità di conoscere le montagne di altre regioni; diverse persone si impegnano perché la legge permetta ai giovani studenti di pernottare con la loro classe in un rifugio di montagna; un ente territoriale regionale – la Regione Rhône-Alpes – organizza forum di discussione tra giovani ed esperti sul tema della futura politica della montagna; in una video­intervista, la rete «Empreintes 74» mostra il rapporto che i liceali hanno con le «loro» montagne. Iniziative di questo genere e impulsi simili esistono anche nelle altre regioni alpine.

Laboratorio di sperimentazione per la società
Le montagne sono un luogo ideale per sensibilizzare i giovani all’ambiente per diverse ragioni. Il paesaggio montano, infatti, è caratterizzato da fenomeni naturali estremi, spesso ben visibili, quali il ritiro dei ghiacciai o diversi livelli vegetazionali. Essa offre del materiale didattico «vivo» ed è quindi una scuola a cielo aperto. I beni naturali sono vulnerabili. Per conservare questi doni preziosi, le comunità montane sono costantemente costrette ad adattare i propri stili di vita e comportamentali. A tal fine sono necessarie strategie innovative e soluzioni creative. Le montagne quindi diventano un laboratorio di ricerca per la società e fungono da luogo di apprendimento per le giovani generazioni.
Nelle montagne i giovani vivono esperienze preziose. Vivere in una società, gestire risorse e rischi; in breve, imparano ad assumersi responsabilità individuali e collettive.
E’ importante che noi adulti accompagniamo i giovani su questo percorso, perché riescano a crearsi un proprio futuro in montagna, ammesso che lo desiderino. Allo stesso tempo dobbiamo sollecitarli perché si assumano le loro responsabilità come cittadini per il futuro collettivo delle aree di montagna.
Una moderna formazione ambientale quindi mette i giovani abitanti alpini di oggi in condizioni di gestire le sfide del domani. Conoscendo bene le montagne, i loro problemi e la loro diversità, saranno in grado di curare e sviluppare la propria «cultura della montagna».

Esperienza e ricerca
Le persone operanti nella formazione ambientale concepiscono il loro compito in funzione principalmente dei giovani, quale aiuto a migliorare la loro idea delle montagne e il loro rapporto personale con le stesse. Vorrebbero motivarli ad occuparsi attivamente delle montagne, a sviluppare un senso di responsabilità e solidarietà e, allo stesso tempo, a rafforzare la loro autonomia.
Le strade per raggiungere questo traguardo sono molteplici: attività scientifiche, attività per il tempo libero, percezione sensoriale, attività fisica e sportiva, rappresentazione visiva e naturalistica, simbolismo, attività artistiche e manuali e molto altro ancora. I giovani devono avere la possibilità di vivere nelle montagne esperienze preziose a livello pedagogico, ad esempio con escursioni, la ricerca del paesaggio e della storia, esperienze collettive, il dominio di sé o l’impegno personale. Inoltre, assistenti e coordinatori promuovono il contatto diretto con persone e gruppi professionali in montagna: servizi sociali, decisori, incontri con coetanei di altre regioni alpine. I progetti collettivi contribuiscono a far nascere e crescere un senso di appartenenza comune. Le discussioni condivise sulla progettazione del futuro delle aree di montagna favoriscono la partecipazione della cittadinanza e in particolare dei giovani.
ONG come il WWF, Pro Natura, i Club alpini o gli Amici della natura, insieme a pedagogisti – insegnanti, educatori, accompagnatori, guide alpine, ecc. – si impegnano ormai da parecchio tempo per la formazione ambientale sul posto. Da circa cinque anni si organizzano prevalentemente in gruppi, non solo in Francia, ma a livello transfrontaliero in tutto l’arco alpino, scambiandosi pratiche e strumenti. Anche le strutture territoriali quali parchi naturali, comunità locali o associazioni, si mettono insieme e organizzano attività comuni con l’obiettivo di avvicinare i giovani al mondo della montagna.
A livello internazionale, l’autunno 2012 offre ben tre eventi con una partecipazione giovanile: in Svizzera la Settimana alpina con il concorso della CIPRA, in Francia la conferenza europea per i territori di montagna «Euromontana» e in Austria un workshop dedicato alla formazione ambientale nelle aree protette alpine con Alparc e Reema. Nell’ambito di questi eventi, i rappresentanti di organizzazioni, decisori e giovani sviluppano insieme strategie volte a disegnare la partecipazione delle prossime generazioni allo sviluppo sostenibile nelle Alpi.
Tutti gli attori quindi usufruiscono di numerose opportunità per riflettere sui compiti della formazione ambientale. In particolare sarà possibile, insieme alla giovane generazione, sviluppare una cittadinanza attiva per le Alpi che promuova i valori comuni e al contempo conservi la diversità.

Isabelle Roux, Direttrice REEMA
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Rete per la formazione ambientale alpina
REEMA – acronimo francese di Réseau d’Education à l’Environnement Montagnard Alpin – promuove l’incontro fra gli attori della formazione ambientale nell’arco alpino; attualmente sono circa 500 provenienti da diverse aree. La Rete promuove lo scambio di informazioni, accompagna singoli progetti e coordina progetti comuni attraverso e per gli attori operanti nel settore dell’educazione e della montagna. Attualmente REEMA gestisce dei gruppi pedagogici sui temi dei comprensori sciistici, dei rifugi di montagna, del cambiamento climatico nelle Alpi, delle aree protette alpine e delle attività sportive di montagna.
www.reema.fr (fr)
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Origine: Alpinscena n. 97 (www.cipra.org/it/alpmedia/pubblicazioni/5017)
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