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Dal centro della società

Il Parc Ela svizzero è un progetto comune. © Thom Held

La partecipazione della società civile richiede un cambio di prospettiva: uno sviluppo che parta dal centro della società. Questo implica che non sia la società civile a poter partecipare al processo decisionale, ma che siano invece le autorità e gli esperti a partecipare a un processo promosso dalla popolazione. Nella genesi del Parc Ela, in Svizzera, si evidenziano alcuni aspetti di questo approccio.
Alcuni anni fa tre professionisti coinvolti nella revisione del piano territoriale dei Grigioni si sono rifiutati di aspettare che il governo emanasse questo piano, promuovendo così la creazione di parchi regionali come un’ipotesi di sviluppo. La loro iniziativa è stata accolta con favore dalla popolazione della regione svizzera trilingue della Valle dell’Albula e Surses. L’idea dei progettisti è diventata progetto regionale. Dopo mesi di colloqui, discussioni e ricerche è finalmente venuto quel momento fatidico in grado di muovere mondi interi.
Durante un workshop fra agricoltori delle due comunità di vallata, l’agricoltore biologico Bruno Salis afferma: «Tutti questi piani sono veramente notevoli. E mostrano quello che possediamo di particolarmente prezioso. Ma...», continua allontanando ostentatamente i documenti davanti a se, «non mostrano invece la cosa più importante, e cioè che NOI siamo il Parco!» Queste quattro parole hanno lo stesso effetto di un fulmine a ciel sereno. A partire da questo momento, il progetto è stato loro: il Parc Ela. La popolazione locale ha preso in mano lo scettro. Pianificatori territoriali, consulenti turistici, Pro Natura e rappresentanti cantonali sono divenuti coach - ben accetti - del processo e della creazione di idee concrete. Nulla di più. Per anni ancora questa affermazione «NOI ...!» ha rappresentato il punto di riferimento quando il ruolo veniva messo in discussione. Nel 2012 la Confederazione ha riconosciuto il Parc. Da allora il motto è: «Wir sind Park. Nous ischan igl parc. Siamo noi il Parco.»

Partecipazione di autorità ed esperti
La quintessenza della storia del Parc Ela conduce ad una fondamentale inversione del concetto di governance: non parliamo di «partecipazione della società civile» e men che meno di partecipazione frutto dell’invito patriarcale rivolto dalle autorità alla cittadinanza. Punto di partenza e cuore pulsante sono i «local heroes» della società civile. Le categorie «top-down» vs. «bottom-up» sono superate a favore di uno sviluppo che prende spunto dal centro della società. E quest’inversione di tendenza significa che sono le autorità, sono gli esperti a partecipare. La «guida» a cura delle autorità significa in un primo momento attivazione empatica degli attori locali, perché possano scoprire la loro voglia, la loro creatività e la fiducia di prendere loro stessi in mano ed essere registi del proprio futuro. A questo segue un processo di accompagnamento, di consolidamento dei contenuti e di assistenza nella costituzione di una rete che vada aldilà dei confini della regione.

Governance multilevel ­partendo dal locale
Ogni regione deve sviluppare le sue forme di governance in funzione del suo contesto storico, culturale, naturalistico, politico o funzio­nale. Basta quindi con le «best practices» che partono da altrove, e via libera ai talenti sul posto. Essendo ben consci del fatto che l’universo locale deve essere inserito nelle strutture e logiche regionali, nazionali e sempre più anche internazionali. Per questo c’è bisogno di fiducia non solo fra gli attori locali, ma anche fra i livelli istituzionali: dal cittadino al Comune fino alla regione, al Cantone e alla Confederazione e ritorno. Per questo c’è bisogno di mediatori regionali o esterni che aiutino a costruire questa fiducia reciproca e che proteggano la scintilla di euforia iniziale dagli attacchi politici, perché si possa accendere un fuoco collettivo e imprenditoriale nel senso migliore del termine. Quando infine azioni proiettate al futuro provenienti dalla fucina della società civile sfociano in impegni a livello di Comuni, Cantoni e Confederazione, si può finalmente parlare di una governance multilevel in cui il futuro si sviluppa partendo dal locale. «Multilevel» poi potrebbe significare gioia per tutti e a tutti i livelli, o come dice Bruno Salis: «la vita è diventata più appassionante con il parco.»

Origine: Alpinscena n. 96 (www.cipra.org/it/alpmedia/pubblicazioni/4960)
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