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"Continueremo proprio su questa strada"

Ecologia in movimento: il Sindaco Bojan Sever vorrebbe fare di Idrija un luogo con un’ottima qualità della vita. © Madeleine Rohrer / CIPRA International

Sono arrivati quasi tutti. Il salone delle feste di Idrija è pieno zeppo; suonano gli archi e gli ottoni dell'orchestra sinfonica giovanile appositamente convocata. C'è una rappresentazione teatrale; è arrivata perfino la televisione. Si ode un mormorio tra i 1.000 spettatori, che si alzano in piedi e battono le mani. Un uomo robusto in completo scuro sale sul palco. Sottili rughe, simili a cerchi nell'acqua, circondano la bocca sorridente e si estendono fino alle tempie imbiancate. Bojan Sever, Sindaco della cittadina slovena nelle Prealpi, tiene in mano l'attestazione di "Città alpina dell'anno 2011". Scattano i flash, l'applauso sale. L'evento ha avuto luogo poco più di sei mesi fa.
Nel frattempo questa città di 6.000 abitanti, che conta appena 80 disoccupati, è diventata una delle cinque regioni pilota nel progetto UE Alpstar, che punta a fare delle Alpi una regione a zero emissioni di CO2. Bojan Sever è fermamente convinto che Idrija disponga di biomassa a sufficienza per rifornirsi di energia verde. L'infrastruttura necessaria è in fase di realizzazione.
La neutralità climatica è uno dei caposaldi dell'Associazione "Città alpina dell'anno". Per Idrija questo titolo ha avuto l'effetto di un segnale, sia internamente che verso l'esterno. Progetti finiti nei cassetti sono stati ripresi in mano e nuovi progetti sono stati ideati. "Quando per la prima volta ho sentito parlare di questa rete, sapevo già che questo tiolo sarebbe stato un bene per Idrija", racconta il cinquantaseienne Sindaco. Con i suoi collaboratori, questo ex allevatore di cavalli e manager tecnico di un azienda locale, leader mondiale nel suo settore, è andato a Bolzano e poi a Bad Aussee, entrambe città alpine dell'anno. "In questo contesto abbiamo notato che anche Idrija aveva bisogno di una strategia per un futuro sostenibile."
L'isolamento geografico e geopolitico di Idrija contraddistingue i suoi abitanti. Per ben 500 anni la loro esistenza è dipesa strettamente dall'industria mineraria. Fino alla fine degli anni '80 qui si trovava una miniera di mercurio, la seconda per importanza al mondo. Se la volontà del Sindaco si avvererà, la miniera diventerà presto patrimonio culturale dell'umanità UNESCO. Alcuni lo chiamano testardo, altri lo ritengono scaltro. Comunque sia: accanto ad Alpstar, Idrija ha in corso altri sette progetti UE e nel 2011 ha ottenuto da Bruxelles un riconoscimento per il turismo sostenibile. La gioia di Bojan Sever è leggermente turbata dal fatto di non essere riuscito a convincere nessun'altra Citta alpina dell'anno a partecipare a uno dei suoi progetti UE. "Sono un po' timorosi." Si tratta semplicemente di provarci. "In passato avevamo una giornata dedicata all'ecologia, ora in quanto "Città alpina dell'anno" è diventata un'intera settimana ecologica." Tra dieci anni la sua sarà una città con un'elevata qualità di vita, da dove si guideranno gruppi internazionali. Secondo Bojan Sever, Idrija deve questo rilancio unicamente ai suoi abitanti. "L'anno della Città alpina ha mostrato che qui chiunque può e vuole fare qualcosa per una vita migliore. E continueremo proprio su questa strada."

Madeleine Rohrer (testo e foto), CIPRA Internazionale



Protezione del clima nelle città alpine
Dal 1997 le città dell’arco alpino che in maniera esemplare e paritaria realizzano gli interessi dell’economia, dell’ambiente e del sociale nel proprio Comune - in linea con i dettami della Convenzione delle Alpi – vengono premiate da una giuria internazionale che conferisce loro il titolo di «Città alpina dell’anno». Le città premiate cooperano nell’ambito dell’omonima associazione che, fra l’altro, intende conseguire la neutralità climatica delle Alpi entro il 2050 partecipando al progetto Alpine Space ALPSTAR. La CIPRA è rappresentata nella giuria fin dagli inizi e dal 2003 fornisce il segretariato all‘Associazione.
www.cittaalpina.org
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