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Punto di vista della CIPRA: Convenzione delle Alpi: l'Italia ratifica i protocolli - ancora un no dalla Svizzera

Aumentare la quota di trasporto sostenibile su rotaia - una richiesta centrale del protocollo trasporti della Convenzione delle Alpi. © lazytom/flickr.com

Inaspettatamente l'Italia ha ratificato otto dei nove protocolli della Convenzione delle Alpi. Ora manca solo la Svizzera. La scorsa settimana il Consiglio federale ha affermato che la Confederazione non ha bisogno dei protocolli. Perché la politica svizzera è sostenibile come in nessun altro Stato alpino.
Nella comunità degli Stati alpini c'erano finora due pecore nere: l'Italia e la Svizzera, che da 20 anni si rifiutavano di ratificare i protocolli della Convenzione delle Alpi. Dal 5 maggio otto dei nove protocolli sono entrati in vigore in Italia. Il protocollo trasporti è stato momentaneamente accantonato a causa delle pressioni della lobby degli autotrasportatori i quali interpretano l'impegno a non costruire nuove autostrade transnazionali come impossibilità a procedere al miglioramento delle strade esistenti, con conseguenti rischi per la sicurezza e l'economia. Secondo loro, inoltre, il protocollo trasporti porterebbe un enorme svantaggio competitivo, poiché l'Italia è l'unico paese che deve attraversare le Alpi per portare le proprie merci in Europa. Il protocollo trasporti avrebbe invece dato impulso ad attuare finalmente una seria politica di trasferimento dalla gomma alla rotaia. Attualmente l'Italia continua a portare avanti dispendiosi progetti ferroviari, come la Torino-Lione o il tunnel di base del Brennero senza disporre di alcuna strategia politica chiara per trasferire realmente le merci dalla strada ai binari.
La Svizzera dispone invece di una strategia per il trasferimento. La sua politica dei trasporti rappresenta addirittura un punto di riferimento a livello europeo per quanto riguarda il trasporto merci transalpino. Questo almeno è quanto ha affermato per l'ennesima volta il Consiglio federale il 23 maggio in risposta a un'interpellanza parlamentare. Perciò alla Svizzera non servirebbe ratificare i protocolli. Ci si chiede solo cosa trattenga allora la Confederazione dall'integrare tutti i protocolli nella propria legislazione.
Fonte e ulteriori informazioni:
www.umwelt.bz.it/presse/alpenkonvention (de), www.alpconv.org/it/newsevents/press, www.parlament.ch/i/suche/pagine/geschaefte, http://trasportocommerciale.it/2012/03/26, www.anita.it/news_dettaglio.asp?id=771, www.ilfattoquotidiano.it/2011/11/05
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