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Il lupo ritorna nei suoi antichi territori nelle Alpi

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Lupo: pregiudizi e informazioni fuorvianti rendono problematico il ritorno del lupo. © Wandersmann / Pixelio.de

Il lupo è gradualmente tornato a vivere nelle Alpi occidentali. E in Piemonte è stata fondata un'associazione per difendere l'uomo dal lupo.
Il lupo sta lentamente ricolonizzando l'arco alpino. Dal Piemonte, dove alcuni branchi vivono ormai stabilmente da diversi anni, ai recenti avvistamenti nelle Alpi centrali, dapprima in Val di Non, in Trentino, e poi Val Pusteria, in Alto Adige, dove è stato segnalato un esemplare munito di radiocollare proveniente dalla Slovenia.
Non sempre i territori sono preparati e la convivenza del lupo con le attività antropiche non è facile. Finora una corretta pianificazione è quella che ha portato avanti la Regione Piemonte con il Progetto Lupo, mediante monitoraggi ed assistenza alle attività zootecniche. Il WWF auspica che anche le altre regioni alpine, dove il lupo è appena arrivato, seguano l'esempio del Piemonte e mettano in atto una politica di prevenzione utile a mitigare i conflitti ed a favorire la convivenza tra predatori e attività pastorali. Oltre al bracconaggio e agli incidenti stradali di cui è vittima, la disinformazione ed i pregiudizi rendono al lupo la vita difficile e non aiutano a risolvere i conflitti con la pastorizia. A Cuneo, in Piemonte, si è addirittura costituita una associazione per difendere "l'uomo dal lupo": secondo i promotori di questa associazione i lupi non sono soltanto un problema per la zootecnia, ma costituiscono un pericolo anche per l'uomo, in particolare per gli escursionisti. Nonostante per trovare un'aggressione, in Italia, occorra tornare ai primi decenni dell'800.
Fonte e ulteriori informazioni: www.nzz.ch/nachrichten/hintergrund (de), http://gruppe-wolf.ch/dateien/02_MM_BundesratBeKo (de), www.stol.it/Artikel/Chronik-im-Ueberblick (de), http://dallapartedellupo.blogspot.com/2012/02, www.wwf.it/UserFiles/File, http://altoadige.gelocal.it/cronaca/2012/02/08/news
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