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Un bel regalo di compleanno per la Convenzione delle Alpi!

Traffico di transito

Traffico di transito: l'Italia respinge il Protocollo Trasporti e getta alle ortiche una buona opportunità di risolvere il problema del transito attraverso le Alpi. © CIPRA

In occasione del suo ventesimo compleanno la Convenzione delle Alpi ha ricevuto auguri e felicitazioni da più parti, ma nessun regalo apprezzabile: giusto un paio di settimane prima, infatti, il Parlamento italiano ha affossato la ratifica dei Protocolli.
Il 7 novembre 1991 gli otto Stati alpini e l'Unione europea sottoscrissero a Salisburgo la "Convenzione per la protezione delle Alpi" (Convenzione delle Alpi). Il trattato internazionale ha ricevuto molti riconoscimenti e apprezzamenti quale innovativo strumento di indirizzo per la cooperazione transfrontaliera.
"Si tratta di un modello per le aree ecologicamente sensibili di tutto il pianeta", ha affermato ad esempio l'assessore della Provincia di Bolzano Michl Laimer. Anche per l'austriaca Christiane Brunner, deputata al Consiglio nazionale e responsabile ambiente dei Verdi, è un buon motivo per festeggiare, anche se molto resta da fare. Proprio in questo momento, in cui l'UE sta pensando a una futura strategia alpina, è ancora più importante rafforzare la Convenzione delle Alpi, affinché non prendano il sopravvento interessi extra-alpini, come quelli a favore di un traffico di transito al di fuori di ogni controllo.

Come darsi la zappa sui piedi
Alla prova dei fatti, invece, a pochi giorni dall'anniversario, la Camera dei Deputati italiana ha inferto un duro colpo alla Convenzione: con una maggioranza risicata di quattro voti, e su pressione della lobby degli autotrasportatori, il Protocollo Trasporti è stato escluso dall'elenco dei Protocolli da ratificare, bloccando di fatto l'approvazione anche degli altri protocolli: infatti, nonostante l'approvazione finale, il testo dovrà ora per forza di cose tornare all'esame del Senato, con scarse probabilità di successo nell'attuale situazione di crisi. L'assurdo è - sostiene Marco Onida, Segretario generale della Convenzione delle Alpi, che da questa situazione non ha da guadagnarci nessuno, nemmeno gli autotrasportatori, che così facendo "si sparano nei piedi, perché ora diventa molto più difficile per l'Italia opporsi a provvedimenti unilaterali".
Ma l'Italia non è l'unico esempio negativo di mancata ratifica dei Protocolli: l'anno scorso anche la Svizzera, dalla quale l'Italia assumerà la Presidenza della Convenzione nel 2013, ha respinto la ratifica di tre Protocolli.

È necessario un adeguato sostegno finanziario
La CIPRA, iniziatrice e osservatrice ufficiale della Convenzione, richiama da tempo l'urgente necessità di intervenire con azioni concrete. Per rendere tangibile lo sviluppo sostenibile, afferma Andreas Götz, direttore della CIPRA Internazionale, è indispensabile, oltre alla volontà politica, disporre di maggiori mezzi finanziari per progetti. "È giunto il momento di passare dalle parole ai fatti".
Fonte e ulteriori informazioni: www.cipra.org/it/stampa/comunicati-stampa, www.provincia.bz.it/usp/285.asp?aktuelles, www.ferpress.it/?p=34224, www.dislivelli.eu/blog, www.ots.at/presseaussendung/OTS_20111106 (de)
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