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La Valle dell'Isonzo finirà presto sott'acqua?

Isonzo

Isonzo: negli anni Settanta l'opposizione della popolazione aveva già sventato la realizzazione di grandi progetti che prevedevano dighe a scopo idroelettrico. © jwpriebe / flickr.com

Il progetto è stato presentato poco prima della pausa estiva dal Ministero dell'economia sloveno: cinque centrali idroelettriche saranno costruite lungo il corso dell'Isonzo (Soča) e dei suoi affluenti Uccea (Ucja) e Idrijca.
Il fiume, in gran parte intatto, e i suoi affluenti nell'area prossima alla frontiera tra Slovenia e Italia sono tutelati da una legge del 1967. L'Isonzo nasce nel Parco nazionale del Triglav e scorre poi in prevalenza all'interno di aree Natura 2000.
L'articolo 565 della nuova proposta di legge sull'energia prevede la revoca dei vincoli per la protezione dell'ambiente sulla valle dell'Isonzo. Le potenzialità di produzione elettrica sono attualmente sfruttate solo tra il 20 e il 30%. Questo significa sacrificare l'"argenteria di casa", è la critica espressa dal Club alpino sloveno. Non sono neppure stati presentati studi sui rischi e sulle conseguenze per l'ambiente. La CIPRA Slovenia ammonisce che con la sottoscrizione della Convenzione delle Alpi la Slovenia si è impegnata a conservare le aree protette e quelle integre dal punto di vista naturalistico. A causa delle numerose osservazioni presentate da associazioni ambientaliste e turistiche, la procedura di consultazione pubblica è stata prorogata da luglio alla fine di settembre.
Fonte e ulteriori informazioni: www.bootberg.de/news/4/15 (de), www.alpenmagazin.org/index.php?option=com (de)
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