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Nuovo progetto per la rete ecologica transfrontaliera

Qualcosa si sta muovendo per la creazione di una rete ecologica transfrontaliera nelle Alpi. In un nuovo progetto si da la massima importanza ai collegamenti ecologici delle aree protette.
Gli esperti concordano sul fatto che solo aree protette vaste e collegate tra loro dal punto di vista ecologico possano garantire nel lungo periodo la conservazione del patrimonio naturale delle Alpi e lo svolgersi dei processi naturali. In particolare di fronte all'eventualità, al momento piuttosto remota, che vengano identificate aree protette più vaste appare plausibile costituire tale vasta area collegando tra loro quelle esistenti - all'interno dei singoli Stati alpini e oltre i loro confini. Quest'idea assume un'importanza fondamentale nel Protocollo " Protezione della natura e tutela del paesaggio " della Convenzione delle Alpi: all'articolo 12 gli Stati contraenti si impegnano a creare una rete nazionale e transfrontaliera di aree protette riconosciute, di biotopi e altri beni ambientali protetti o meritevoli di protezione.

Un'indagine quadro offre una visione d'insieme del territorio alpino
Il lavoro della Rete delle Aree Protette Alpine (ALPARC) mira alla messa in pratica dell' articolo 12 del Protocollo sulla protezione della natura. A partire dal gennaio 2004, con un mandato della Convenzione delle Alpi, ALPARC ha analizzato la situazione attuale dei collegamenti esistenti tra le aree protette alpine e presentato le possibilità per la loro integrazione su vasta scala in un'indagine quadro dal titolo " Rete ecologica transfrontaliera ". Inoltre lo studio presenta una rassegna delle strategie e degli strumenti degli Stati contraenti, che contribuiscono al collegamento delle aree protette a livello nazionale e transfrontaliero. Otto aree modello sono state esaminate più attentamente e sono stati definiti gli opportuni assi di collegamento potenziali tra loro. Nella parte conclusiva vengono indicati i passi ulteriori necessari per la creazione di una rete ecologica.

Corridoi ecologici
Sulla base di questo studio, una decisione dell'VIII Conferenza delle Alpi nell'autunno 2004 ha consigliato agli Stati contraenti passi concreti per la realizzazione di una rete ecologica. Tutte le indicazioni contenute nella decisione e nel precedente studio vengono ora riprese da un progetto proposto da ALPARC, dal Comitato Scientifico Internazionale per la Ricerca Alpina (ISCAR), dalla Commissione Internazionale per la Protezione delle Alpi (CIPRA) e dal World Wildlife Fund (WWF). Il progetto dal titolo " Corridoi ecologici nelle Alpi " prevede che entro la fine del 2005 si identifichino tutte le aree alpine adatte a fungere da assi di collegamento ecologici tra le aree protette e tra queste e altre zone caratterizzate da una grande biodiversità.

Non solo aree protette
Dati importanti per lo studio di ALPARC e per il progetto sui collegamenti ecologici sono quelli offerti dalla pubblicazione uscita nel 2004 " Le Alpi: Un patrimonio naturale unico ", prodotta dal WWF in collaborazione con ALPARC, la CIPRA e l'ISCAR. Un gruppo di lavoro ha individuato, selezionando specie ed ecosistemi ritenuti peculiari nelle Alpi, " aree prioritarie " per la protezione della natura nelle Alpi e con ciò presentato la prima strategia comune a tutto il territorio alpino per la conservazione della biodiversità. Secondo quanto indicato dallo studio, in futuro le misure di tutela ambientale nello spazio alpino dovranno concentrarsi sulle aree prioritarie e il loro straordinario valore ai fini della conservazione della biodiversità. Non solo le aree prioritarie devono essere riconosciute come aree protette, ma occorre anche sviluppare ulteriori misure a lungo termine.
La ricerca, al contrario dello studio condotto da ALPARC, non ha come punto di riferimento le aree protette esistenti. Risulta così che solo i due terzi all'incirca delle superfici delle aree prioritarie rientrano in aree già protette.
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