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Pressione sui deflussi minimi

Nel 2000 l'Unione europea ha approvato la direttiva quadro sull'acqua che tutti gli Stati membri sono tenuti ad applicare fino al 2027! Nel frattempo gli Stati alpini affrontano ancora i loro problemi a livello nazionale o regionale. Le società fornitrici di energia elettrica continuano a fare pressione sul tema dei deflussi minimi.
Un ruscello, il cui deflusso è ridotto al minimo; una cascata, che ha perso lo slancio di un tempo; un cartello, che avverte chi passeggia del pericolo di un improvviso aumento del livello dell'acqua. Si tratta di immagini di fronte alle quali oggi si è posti quasi nel 90% dei corsi d'acqua delle Alpi. I gestori dichiarano che il potenziale di energia idroelettrica delle Alpi è sfruttato al 90%. L'utilizzazione degli ecosistemi fiume è iniziata un secolo fa ed esercita un influsso permanente sulla salute dei corsi d'acqua. Il dinamismo e la biodiversità delle acque risentono dello sfruttamento dell'energia idroelettrica. Anche le leggi in vigore non pongono alcun rimedio al problema.

Difesa del clima contro i deflussi minimi
La lobby delle centrali idroelettriche, a ragione, argomenta che l'approvvigionamento con queste energie rinnovabili è esente dalle emissioni dei gas ad effetto serra. Costoro criticano la direttiva quadro sull'acqua dell'Unione europea, che a loro parere non tiene conto degli aspetti economici e del contributo che l'energia elettrica apporta alla difesa del clima. Ciò equivale ad un ricatto tramite l'aspetto della tutela ambientale.

Leggi diverse negli Stati alpini
Tutti gli Stati alpini hanno emanato leggi in relazione all'argomento dei deflussi minimi. A seconda dello Stato la regolamentazione è di competenza delle autorità statali centrali o delle regioni, come dimostra uno studio condotto da BUWAL (Ufficio federale dell'ambiente svizzero) per il 2004.
In Francia la legge stabilisce che i deflussi minimi devono essere sufficienti, di modo che la fauna e la flora possano sopravvivere, tuttavia non dice nulla relativamente agli aspetti quantitativi, che nel caso degli impianti di una potenza fino a 100 MW vengono regolati dai prefetti regionali. Gli impianti più grandi sono di competenza del Ministero dell'Industria e dell'Ambiente. Tutti gli impianti devono obbligatoriamente rispettare queste condizioni, ad eccezione delle centrali sul Rodano e sul Reno.
In Svizzera la norma relativa ai deflussi minimi si inserisce nell'ambito della legislazione federale. I Cantoni sono responsabili della sua attuazione. Questa legislazione vale solo per i nuovi impianti, nell'ambito delle misure per il conferimento della concessione, o per impianti la cui concessione debba essere rinnovata.
In Baviera solo gli impianti che hanno ottenuto una concessione dopo il 1998 devono rispettare le disposizioni sui deflussi minimi in vigore a livello regionale.
In Italia una legge nazionale del 1989 definisce la base qualitativa, che viene poi concretizzata nelle regioni e nelle province. L'attuazione nelle regioni alpine è insufficiente.
In Austria gli impianti che avevano una concessione già prima dell'emendamento della legge sulla protezione delle acque (1985) non sottostanno agli obblighi nell'ambito delle nuove norme sui deflussi minimi. Le regioni hanno la possibilità di esercitare una funzione legislativa solo quando l'interesse pubblico lo richieda, cosa che finora non si è ancora mai verificata. L'Austria è l'unico Stato alpino nel quale i deflussi minimi vengono calcolati singolarmente per ogni corso d'acqua interessato, non esiste uno schema a livello nazionale.

Perdite nella produzione di energia tra l'1,6 e il 30%
Ogni Stato, e perfino ogni regione, adotta un proprio specifico sistema di calcolo per determinare i deflussi minimi. Per i gestori delle centrali questo significa perdite nella produzione di energia elettrica. In Francia queste sono stimate attorno all'1,6%-5,7%, in Svizzera al 6% circa, in Germania all'8-10% e in Italia tra il 10 e il 30%.
Sebbene nel contesto dell'apertura dei mercati dell'energia elettrica questi numeri appaiano del tutto rilevanti dal punto di vista economico, se l'energia idroelettrica vuole affermarsi come fonte di energia ecologica rinnovabile sono indispensabili misure per la protezione dell'ambiente.
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