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Un bilancio a due facce per l'VIII Conferenza delle Alpi

La CIPRA è delusa per la mancanza di volontà, da parte dei Paesi alpini, di giungere all'elaborazione di un Protocollo "Popolazione e cultura" della Convenzione delle Alpi che sia vincolante dal punto di vista giuridico. Nel settore dei trasporti, invece, i Ministri dell'ambiente degli Stati alpini hanno inviato chiari segnali a Bruxelles.
Per la prima volta, in occasione dell'VIII Conferenza delle Alpi tenutasi il 16 novembre a Garmisch-Partenkirchen/D, è stato approvato un piano pluriennale per la Convenzione delle Alpi in favore delle attività dei prossimi sei anni.
Quasi tutti i Ministri, nei loro interventi, hanno mostrato segni di preoccupazione per i cambiamenti climatici e le loro ripercussioni sulle Alpi. La Presidenza della Convenzione delle Alpi è passata, per i prossimi due anni, dalla Germania all'Austria. La CIPRA è rammaricata del fatto che i Ministri dell'ambiente dei Paesi alpini non siano riusciti a trovare un accordo sul successore di Noël Lebel alla carica di Segretario Generale. Il candidato non è stato accettato a causa del veto posto da due Stati.

Solo un successo parziale per Popolazione e cultura
I Ministri dell'ambiente dei Paesi alpini hanno deciso l'elaborazione di una semplice dichiarazione in luogo di un Protocollo attuativo, vincolante dal punto di vista giuridico, sul tema "Popolazione e cultura". La CIPRA è delusa dal fatto che gli interessi della popolazione continuino ad essere posti su un piano inferiore rispetto alle tematiche ambientali ed economiche, che vantano già nove Protocolli per l'attuazione della Convenzione stessa anche nei settori della protezione della natura, dei trasporti e del turismo. Assicurare l'approvvigionamento locale nelle aree rurali, perciò, verrà trattato dalla Convenzione delle Alpi come un figlio non proprio, quasi allo stesso modo della garanzia di buone possibilità di istruzione e formazione oppure ancora dello sviluppo ulteriore dell'architettura regionale. La CIPRA riconosce in un Protocollo sulla cultura anche la possibilità di coinvolgere maggiormente la popolazione nel processo di attuazione della Convenzione, aiutando così le dinamiche alpine nel loro insieme.
Finora la Conferenza delle Alpi si è dimostrata contraria ai sostenitori di un Protocollo vincolante visto che la dichiarazione, che ora dovrebbe essere elaborata, verrà sottoposta all'esame del Comitato di verifica della Convenzione delle Alpi. Le Parti Contraenti dovranno comunque rendere conto di ciò che concretamente verrà realizzato in quest'ambito.

Dichiarazione sui Trasporti: chiari segnali a Bruxelles
I Ministri dell'ambiente hanno approvato una dichiarazione sul tema dei trasporti. Dal punto di vista dell'irrefrenabile crescita, soprattutto nel settore del trasporto merci, la CIPRA non può condividere il parere dei Ministri secondo i quali le politiche dei trasporti nei Paesi alpini si sarebbero "sviluppate positivamente". Il traffico pesante di transito al Brennero è aumentato del 20% dall'inizio dell'anno. La CIPRA inoltre non può condividere il parere dei Ministri secondo cui l'entrata in esercizio di nuovi tunnel ferroviari porterebbe ad un significativo trasferimento "automatico" alla rotaia. Senza affiancare politiche di sostegno al trasporto, come ad esempio l'introduzione di una tassa europea sul traffico pesante, la costruzione di nuove infrastrutture continuerà ad essere priva di risultati. La CIPRA teme che il concentrarsi su grandi progetti infrastrutturali distragga da subito l'attenzione verso misure possibili e necessarie.
D'altra parte è importante la dichiarazione di intenti dei Ministri che prevede, per quanto riguarda il traffico pesante, l'introduzione ed il calcolo, in futuro, anche dei costi esterni. Le entrate provenienti dai pedaggi dovrebbero poter essere utilizzate anche per le infrastrutture ferroviarie. Qui si dimostrerà se gli Stati alpini, nel prossimo futuro, riusciranno a cooperare facendo valere a Bruxelles le proprie istanze con più forza ed efficacia rispetto a quanto avvenuto finora.

Insufficiente il coinvolgimento di regioni e comuni
La CIPRA è convinta che sia possibile attuare la Convenzione delle Alpi solo facendo riconoscere la sua importanza a livello regionale e comunale. Per questo motivo sollecita i Ministri ad un maggior coinvolgimento dei comuni e delle Regioni nell'attuazione della Convenzione. Fino ad ora la Convenzione non disponeva di fondi con cui finanziare reti e progetti di attuazione. Ed infatti iniziative simili sono state assai poco frequenti. La CIPRA richiede pertanto di mettere a disposizione mezzi finanziari al fine di dare piena vitalità alla Convenzione delle Alpi.
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