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La popolazione, forza motrice per l'attuazione della Convenzione delle Alpi

La Convenzione delle Alpi mette in primo piano gli interessi della popolazione dello spazio alpino e mira ad un miglioramento della qualità della vita. Tuttavia alcuni, nelle Alpi, vedono la Convenzione come un'imposizione dall'alto. L'elaborazione del Protocollo "Popolazione e cultura" offre l'opportunità di dimostrare che nell'ambito di una convenzione internazionale è possibile essere vicini ai cittadini.
Redigendo il testo quadro la Convenzione delle Alpi ha precorso i tempi. Nel testo, il concetto di sviluppo sostenibile assume già contorni chiari, anche se all'epoca della stesura non esisteva ancora nel vocabolario politico. Nell'Articolo 2 dell'accordo quadro vengono elencati i temi da trattare e quello relativo a "Popolazione e cultura" occupa il primo posto. Lungi dall'essere casuale questa scelta va ricondotta alla consapevolezza che i problemi dello spazio alpino possono essere risolti solo coinvolgendo i diretti interessati.

Un quadro di riferimento per lo sviluppo delle Alpi
Se si vuole dare vitalità alla Convenzione bisogna elaborare un Protocollo "Popolazione e cultura", ovvero un quadro di riferimento per le attività capaci di conferire dinamicità alle Alpi sia in ambito economico che culturale. Tra i temi importanti di cui si occupa un Gruppo di Lavoro ad hoc vi sono le città alpine, viste come veicolo di sviluppo economico. La strada per il loro futuro passa attraverso una più stretta collaborazione reciproca ed una maggiore solidarietà nei confronti del territorio che le circonda. Nei prossimi decenni la coesione regionale sarà una delle maggiori sfide dell'area alpina. Questa collaborazione tra soggetti attivi sarà possibile solo in presenza di uno scambio culturale. Uno dei compiti della Convenzione è permettere la costituzione di piattaforme che promuovano lo scambio e la comprensione tra le quattro maggiori culture delle Alpi.

Perché questa paura di un Protocollo "Popolazione e cultura"?
Spesso la decisione di avviare i lavori nasce dalla pressione esercitata da una lobby e non dall'iniziativa degli organi preposti della Convenzione delle Alpi. Inserendo "Popolazione e cultura" al primo posto della lista dei temi da trattare, sotto forma di protocolli, si lanciò un segnale importante ai gruppi interessati. Un segnale che continua ad essere moderno ed innovativo ma che conduce a molte incertezze. Così grandi che la maggior parte degli stati alpini anziché un protocollo sembra preferire una forma non vincolante, come una dichiarazione o una risoluzione. Nell'ipotesi che nella prossima conferenza delle Alpi si prenda una tale decisione, la CIPRA abbandonerà i lavori del Gruppo competente.

Poca trasparenza e comunicazione
I Protocolli esistenti, in larga misura innovativi e moderni, sono stati redatti senza grande trasparenza. Di conseguenza, poiché la popolazione non è stata coinvolta nel processo di elaborazione, la qualità dei Protocolli non viene riconosciuta. Questo, pur non intaccando il loro valore, fa sorgere numerosi problemi al momento dell'attuazione. Molti avrebbero certamente appoggiato il contenuto dei Protocolli se fossero stati maggiormente coinvolti nell'elaborazione dei testi.
Per la stesura dei Protocolli che sono stati firmati - e in parte ratificati - sino ad ora, la CIPRA ha consultato le proprie reti affinché le sue posizioni fossero il più rilevanti e significative possibile. Mentre per la redazione di Protocolli più tecnici (energia, trasporti, pianificazione territoriale, ecc.) appare più comprensibile la ragione che ha portato gli stati a non coinvolgere i cittadini e le cittadine, nel caso del Protocollo "Popolazione e cultura" tale atteggiamento diventa inconcepibile. Tra i punti deboli della Convenzione vi è, di fatto, una mancanza di dinamismo nei settori della comunicazione e dell'informazione. Qui servono al più presto miglioramenti per i quali si dovranno attivare il Segretariato Permanente ed il SOIA, il Sistema di Osservazione e Informazione delle Alpi.

Coinvolgere la popolazione alpina - una nuova sfida per la Convenzione
La CIPRA è convinta che i lavori del Gruppo che si occupa di "Popolazione e cultura" permetteranno di lanciare immediatamente un'ampia discussione interattiva. Non si tratta solo di informare la popolazione ma anche di creare le condizioni per una discussione attiva. Non bastano semplici informazioni unilaterali. L'obiettivo deve essere quello di motivare le persone, affinché si sentano partecipi e prendano parte all'elaborazione di questo Protocollo. Per questo serve, da un lato, la determinazione politica, dall'altro la disponibilità di mezzi, in forma di conoscenze specialistiche, tempo e denaro.
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