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Svolta turistica

(c)Pierre_Olivier_Artur / flickr

Come battere nuove strade?

In alcune regioni alpine già ora il bilancio del turismo invernale non torna – dal punto di vista ecologico ed economico – e in altre si prospetta la stessa tendenza. Il cambiamento è ineludibile. Ma che cosa serve a tale scopo? Conoscenze, tecnica, denaro? Sì, senza dubbio.

Tuttavia, di gran lunga più importanti sono gli abitanti delle Alpi. Perché serve innanzitutto coraggio, apertura mentale, spirito d’iniziativa, senso di responsabilità, disponibilità a lavorare insieme e a staccarsi. Ciò che andava bene per la generazione precedente, può trasformarsi in un vicolo cieco per la successiva. Occorre coraggio per affrontare il cambiamento e staccarsi da idee consolidate: staccarsi da abitudini, strategie un tempo vincenti, ricordi d’infanzia. Staccarsi da tutto ciò mette nelle condizioni di riconoscere le risorse e le potenzialità della propria regione.

Gli abitanti che prendono l’iniziativa e si assumono le responsabilità per il luogo in cui vivono, hanno bisogno del sostegno dei responsabili politici. Quando le valli e le regioni elaborano una strategia comune per attenuare le perdite del settore turistico invernale, si aprono inaspettatamente nuove prospettive e qualità che non hanno nulla, o solo lontanamente, a che fare con il turismo, come la coesione sociale o opportunità occupazionali alternative.

Queste persone e regioni coraggiose sono già tra di noi. Essi puntano a una diversificazione dell’offerta, a un approccio olistico nel turismo, a opportunità occupazionali alternative. Confidano che la natura sia in grado di offrire uno spettacolo sufficiente. Con la loro soddisfazione, la loro ospitalità e la ricchezza culturale della loro regione, essi hanno molto da offrire sia ai visitatori che agli immigrati.