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Finanziamento

Berchtesgaden/DE © Frederic_flickr

Chi paga?

Le buone idee nascono nella testa delle persone. Ma perché possano realizzarsi c’è bisogno, oltre ad impegno e perseveranza, anche di denaro. Raramente gli attori, le organizzazioni, le istituzioni o i comuni montani dispongono di mezzi propri per affrontare da soli progetti di sviluppo sostenibile. A seconda della situazione di partenza e della fase di progetto si prospettano fonti di finanziamento diverse.

Nella fase iniziale ogni investimento è capitale di rischio. Le idee sono ancora vaghe, la realizzazione incerta e subordinata a molti fattori. C’è bisogno innanzitutto di affinare la visione e di comunicarla, in modo da entusiasmare altri sostenitori. Brochure, siti web, eventi, piani di gestione e di investimento possono contribuire a far salire a bordo dell’impresa anche loro. Se il promotore è un ente pubblico, alle volte è possibile mettere a punto tutte queste iniziative grazie ai proventi delle imposte. Ma se l’iniziativa parte da organizzazioni della società civile o addirittura da singoli individui occorre essere ben più fantasiosi e abili a improvvisare.

Un’ampia base d’appoggio

Soluzioni di finanziamento pragmatiche e a bassa soglia di partecipazione come il crowdfunding o il finanziamento mediante quote associative di una associazione distribuiscono il rischio su molte “spalle” e al contempo assicurano una maggiore notorietà e base d’appoggio. Anche i mecenati o le fondazioni senza scopo di lucro sono donatori importanti in questa fase. Spesso si dimenticano poi le occasioni di sostegno non-monetario, dove ad esempio comuni, istituzioni o privati mettono a disposizione locali, macchinari, know-how o piattaforme di presentazione.

Al più tardi nel corso della pianificazione della fase attuativa si pone poi la questione di chi sarà il promotore. Associazione, fondazione, società o cooperativa? Le diverse forme organizzative possono assumere anche ruoli complementari. Inoltre si pone la questione dell’orizzonte temporale: ci vuole un contributo di avviamento, un finanziamento del progetto limitato nel tempo o una copertura finanziaria a lungo termine? Nel caso di un finanziamento limitato nel tempo occorre chiarire con un certo anticipo quale promotore garantirà in seguito che gli sforzi fatti non finiscano per arenarsi. È importante nello sviluppo del progetto tener conto fin dall’inizio degli interessi dei potenziali finanziatori. Il finanziamento di progetti già definiti presenta di solito maggiori difficoltà.

I programmi di finanziamento: dal regionale all’internazionale

Esistono innumerevoli forme di finanziamento. Piuttosto che aprire un credito bancario, in certi casi è anche possibile trovare donatori privati disposti a concedere un prestito a condizioni vantaggiose perché vogliono farsi portatori anch’essi dell’idea di progetto. La sponsorizzazione implica una contropartita, spesso sotto forma di presenza o visibilità.

Di programmi di finanziamento comunali, statali, alpini o europei (della UE) ce ne sono in gran quantità e con indirizzi diversi. Il Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR), ad esempio, mette a disposizione parecchie linee di finanziamento con l’obiettivo di appianare le disuguaglianze tra regioni diverse e rafforzare il contesto economico e sociale nell’Unione Europea. Ne fa parte anche il programma Interreg Spazio alpino. Questo programma serve a finanziare misure di cooperazione transnazionale nei territori dell’arco alpino. Anche il programma LEADER punta a migliorare la capacità di azione a livello regionale. Tuttavia, proprio per le organizzazioni e gli attori più piccoli gli ostacoli sono talvolta insormontabili. L’onere amministrativo per la presentazione delle richieste e per la stesura dei resoconti è enorme, lo spazio d’azione per quel che riguarda l’attuazione dei progetti è limitato, il che – come uno studio ha dimostrato – rende difficile ogni innovazione.

Vicino, diretto e innovativo

Modelli economici alternativi che pongano in primo piano i concetti di bene comune, cooperazione e comunità promuovono la solidarietà, la partecipazione e la sufficienza. In una economia improntata al raggiungimento del bene comune un gruppo di persone che condividono gli stessi principi mette in comune i propri redditi o commercia in valute come “tempo” e “competenze specifiche”, per bilanciare le mansioni o i bisogni all’interno del gruppo. Lo scopo delle valute regionali è promuovere e stabilizzare la creazione di valore nella regione. Il potere d’acquisto e i posti di lavoro restano nel territorio regionale, mentre l’identificazione con commercianti, produttori e consumatori locali e la consapevolezza delle risorse locali ne escono rafforzate.

 

Fonti ed ulteriori informazioni:

Presentazione interattiva