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La storia della Convenzione delle Alpi

10/01/2007

"Il più importante compito della CIPRA deve essere quello di elaborare una Convenzione internazionale per le Alpi e di impegnarsi per la sua approvazione da parte dei paesi coinvolti". Tale affermazione è tratta dal documento preparatorio per la costituzione della CIPRA del 1951. Ci sono voluti 40 anni prima che il 7 novembre 1991 a Salisburgo i Ministri dell’ambiente degli stati alpini sottoscrivessero il "Trattato per la protezione delle Alpi (Convenzione delle Alpi)".

Converenza delle Alpi © 1998 CIPRA

Insieme siamo più forti

L’idea di una Convenzione delle Alpi non si è potuta realizzare per molto tempo. Negli anni Ottanta alcune catastrofi ambientali hanno accentuato la sensibilità nei confronti dell’ambiente. Nelle Alpi alluvioni ed eventi franosi hanno prodotto la convinzione che molti problemi dovevano essere affrontati insieme, superando le frontiere. In questa situazione la CIPRA decide nel febbraio 1987 di avviare il lavoro preliminare per una Convenzione delle Alpi. Nell’agosto 1987 la CIPRA-Germania presenta un primo documento contenente una presa di posizione e lo consegna alle delegazioni CIPRA di tutti i paesi alpini in un procedimento di audizione. Come base per la discussione per una prevista Conferenza a Lindau viene svolta un’indagine – rivolta a governi, associazioni di categoria ed esperti del territorio alpino – sul completamento del precedente trattato sovranazionale per l’ambiente. I questionari vengono inviati a circa 350 esperti e centri specialistici dei sette paesi alpini e circa la metà di essi fa pervenire le risposte.

Il primo passo sul palcoscenico internazionale…

Su invito della CIPRA, il vicepresidente del Comitato europeo per le questioni ambientali, signora Ursula Schleicher, presenta al Parlamento europeo una mozione a nome della frazione del Partito popolare europeo che invitava la Commissione europea a presentare un progetto di convenzione per la protezione del territorio alpino e di far partecipare la CIPRA all’elaborazione di tale convenzione. La mozione viene accolta all’unanimità dal Parlamento europeo il 15 aprile 1988.

Ad un Convegno internazionale sulle Alpi svoltosi a Lindau sul Lago di Costanza nel giugno 1988 prendono parte circa 200 esperti e rappresentanti di governo di tutti i paesi alpini. La risonanza sugli organi di informazione è enorme. Nel seminario che ha fatto seguito, con 17 esperti dei paesi alpini, del Consiglio d’Europa e delle Comunità europee, svoltosi nel settembre 1988 a Vaduz/FL, la CIPRA e la IUCN vengono incaricati di elaborare in tempi brevi una bozza preliminare di una convenzione. In occasione di un incontro dei presidenti delle tre Comunità di lavoro ARGE ALP, ALPENADRIA e COTRAO dell’inizio novembre 1988 a Lugano, i tre presidenti decidono di contribuire attivamente all’elaborazione di una convenzione delle Alpi e di collaborare per questo scopo con la CIPRA.

…i passi successivi a livello nazionale

A questo punto mancava dunque solo il coinvolgimento a livello nazionale degli stati alpini. E qui si inserisce il successo politico decisivo nel gennaio 1989. Il Ministro per l’ambiente tedesco Klaus Töpfer dichiara dopo un Consiglio dei ministri del Libero stato di Baviera, che egli avrebbe invitato i ministri dell’ambiente dei paesi alpini a Berchtesgaden per una prima Conferenza delle Alpi.

Poiché era prevedibile che le parti contraenti della Convenzione delle Alpi non avrebbero accettato una bozza di convenzione presentata dalla CIPRA, un’organizzazione non governativa, la CIPRA prepara innanzitutto un “Modello per una Convenzione delle Alpi” che contiene i principali obiettivi, principi e misure per una politica ambientale comune nel territorio alpino. Questo modello viene presentato alla 1ª Conferenza delle Alpi dei Ministri dell’ambiente del 9 ottobre 1989 a Berchtesgaden come documento ufficiale della Conferenza.

Una sottoscrizione senza punto finale

Due anni dopo, il 7 novembre 1991, i Ministri dell’ambiente dei paesi alpini, in occasione della 2ª Conferenza delle Alpi a Salisburgo, firmano la Convenzione delle Alpi. Dopo di ciò si sono dovuti aspettare quasi quattro anni prima che la Convenzione delle Alpi entrasse in vigore, in alcuni stati addirittura un decennio per giungere alla ratifica della Convenzione.

Dei dodici protocolli attuativi previsti, dieci anni dopo la sottoscrizione della Convenzione, ne erano stati approvati solo otto, e nessuno di essi era entrato in vigore. Inoltre, a questo trattato internazionale mancava un Segretariato Permanente.

Oggi il quadro si presenta diverso. La maggioranza delle Parti contraenti ha ratificato gran parte dei Protocolli di attuazione, i quali sono quindi entrati a far parte della legislazione vigente sul loro territorio. Il Segretariato Permanente è stato istituito nel 2003 a Innsbruck/A, con una sede distaccata a Bolzano/I.
Inoltre, ogni quattro anni, le Parti contraenti devono dimostrare l’attuazione degli impegni della Convenzione e dei suoi Protocolli sulla base di un modello prestabilito, una procedura nella quale la CIPRA detiene lo status ufficiale di osservatore.

La Convenzione delle Alpi è l’unico trattato tra Stati per uno sviluppo sostenibile in una regione di montagna. Essa ha messo in moto un processo di cooperazione a livello alpino che supera i confini di Stato e le singole discipline. Questo processo, nonostante le sue carenze e la sua velocità non sempre mozzafiato, è incontrovertibile.

Convenzione delle Alpi
Convenzione delle Alpi

Per ulteriori informazioni:

www.alpconv.org




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