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Comunicato stampa

La politica per le Alpi al banco di prova

(c) funky1_opt, flickr

Con la “Macroregione alpina” si apre una serie di nuove opportunità di collaborazione. L'invito ad una maggiore partecipazione e attuazione - una rivendicazione che la CIPRA propone da molti anni – potrebbe tramutarsi in realtà. La politica internazionale per le Alpi è esaminata nell'ultimo numero del quaderno tematico AlpinScena.

Con la strategia europea, l'UE imposta uno strumento per consolidare la coesione economica, sociale e territoriale all'interno di regioni con sfide e potenziali simili, le cosiddette macroregioni. I problemi vanno risolti possibilmente applicando il principio della sussidiarietà, imperniato sull'autodeterminazione e sulla responsabilizzazione. Strategie simili esistono già per la regione danubiana e per la regione del Baltico. Con la strategia europea per le Alpi, attualmente in fase di definizione, si aprono nuove opportunità di cooperazione. Vi partecipano anche i Paesi non UE, Svizzera e Liechtenstein. Se gestita sulle basi della partecipazione e della sostenibilità, questa strategia rappresenta un'indubbia opportunità.

Nel segno dei tempi

Dal 1991 la Convenzione delle Alpi offre un quadro di riferimento per la cooperazione fra gli Stati alpini e l'UE. Al centro di tutto c'è l'idea secondo cui i problemi transfrontalieri vanno affrontati con soluzioni comuni. Ma la Convenzione delle Alpi ha le sue pecche: protagonisti come le regioni alpine non sono Parti contraenti e sono troppo poco coinvolte; oltre ciò manca una strategia e mancano le risorse per l'attuazione. Ora però, le rivendicazioni espresse da anni dalla CIPRA, volte ad una maggiore partecipazione ed attuazione, potrebbero finalmente diventare realtà.

Con il suo approccio ampio, la strategia europea per le Alpi è del tutto conforme alle esigenze dei tempi. Lo spazio transfrontaliero del domani non è più composto da Stati che sottoscrivono trattati, ma da enti territoriali che puntano sulla cooperazione, come afferma Bernard Debarbieux, geografo ed esperto delle Alpi, nell'intervista pubblicata nell'ultimo numero di AlpinScena, il quaderno tematico della CIPRA, «Quo vadis? Perché è necessario un nuovo orientamento della politica alpina» (disponibile sotto http://www.cipra.org/alpinscena, international@cipra.org oppure +423 237 53 53).

Non è ancora certo come e con quali mezzi la strategia debba essere implementata. Tuttavia è chiara la necessità dell'intervento delle regioni alpine e della società civile, che saranno disposte ad impegnarsi solamente se coinvolte e se le loro opinioni saranno prese in considerazione. La responsabilità è in mano ad entrambi: gli Stati nazionali e l'UE devono permettere la partecipazione e le parti in causa devono avere la possibilità di attivarsi. E hanno la possibilità di farlo in una consultazione online attraverso http://ec.europa.eu/regional_policy/consultation/eusalp/index_en.cfm.

La sostenibilità è l'obiettivo numero uno

Ma le Alpi non devono essere considerate solamente uno spazio funzionale in cui le persone si muovono liberamente e scambiano prodotti e servizi. Il primo obiettivo deve essere lo sviluppo sostenibile di questo spazio vitale unico ed eccezionale e la conservazione delle risorse naturali. La Convenzione delle Alpi, con i suoi Protocolli di attuazione, offre il quadro di riferimento adatto a questo fine. In questo senso la strategia europea e la Convenzione delle Alpi si integrano a vicenda.


AlpinScena esce nelle quattro lingue: tedesco, francese, italiano e sloveno. Il quaderno tematico della CIPRA è disponibile gratuitamente sotto http://www.cipra.org/alpinscena, international@cipra.org oppure telefonicamente +423 237 53 53.

Per maggiori informazioni rivolgersi a:

Claire Simon, direttrice CIPRA Internazionale +423 237 53 53 claire.simon@cipra.org

Barbara Wülser, Responsabile ella comunicazione CIPRA Internazionale, +423 237 53 barbara.wuelser@cipra.org 

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