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"Non limitarsi alle mezze misure..."

10/06/2009

Intervista con Wolfgang Feist
Innsbruck/A, 4.5.2009

Le interviste in video sono a disposizione nella lingua originale. Clicca qui per visualizzarle.

Wolfgang FeistDiffusione dello standard della casa passiva

Non è una cosa che può essere imposta o prescritta, si può solo estendere e diffondere un po’ alla volta attraverso le esperienze. Le persone vogliono prima sapere se funziona veramente. Se però gli operatori dell’edilizia seguono adeguati percorsi di perfezionamento e si lavora con buona professionalità, si può giungere a una grande diffusione di questo standard, come si può attualmente osservare in Austria.

Ritengo sia molto importante moltiplicare i buoni esempi, promuovere un modo di costruire che sia realmente efficiente dal punto di vista energetico, sia attraverso la realizzazione di edifici dimostrativi, sia attraverso la comunicazione di ciò che si può ottenere, sia attraverso costruzioni realizzate dagli enti pubblici, sia attraverso adeguati incentivi mirati, ad esempio credito agevolato, come avviene attualmente in Austria e in Germania.

Ostacoli

La nostra impressione è che ci sia realmente una carenza di sapere, per la precisione di sapere pratico. Non basta aver sentito parlare di qualcosa, occorre poi saper realmente padroneggiare queste innovazioni nella pratica. E quest’ultima è il fattore decisivo. Per questo l’Istituto per la casa passiva rilascia agli architetti un attestato se essi con la costruzione di una casa passiva forniscono la prova documentata della loro professionalità.

Cosa può / deve fare la politica per promuovere l’efficienza energetica nell’edilizia?

La promozione può essere costituita da diversi elementi. Un elemento decisivo è che la politica si esprima molto chiaramente e dica “Sì, noi vogliamo un sostanziale miglioramento dell’efficienza energetica!”. Naturalmente, la politica dovrebbe poi proporsi con comportamenti modello, ad esempio per quanto riguarda gli edifici pubblici.
A ciò si aggiunge, naturalmente, la questione sostanziale dell’incentivazione materiale. L’incentivazione dell’efficienza energetica nell’edilizia dovrebbe essere ulteriormente ampliata e sviluppata, in particolare si dovrebbe puntare a un’efficienza energetica veramente alta, quindi non limitarsi alle mezze misure, ma realizzare progetti realmente di eccellenza, e con questi puntare poi a convincere le persone attraverso esempi concreti.

Altri modelli di casa passiva

Non è importante qual è il nome della cosa. È determinante che noi otteniamo progressi tangibili e concreti, che siano immediatamente riconoscibili nella qualità degli edifici. Dal nostro punto di vista è un vero peccato che tra Minergie Plus e la casa passiva ci sia una comunicazione tutto sommato scarsa. […] Questo non significa tuttavia che non ci siano tutta una serie di sviluppi che recepiscono in pieno questo trend internazionale e si impegnano per promuovere questa cooperazione internazionale.

Risanamento

Per quanto riguarda il risanamento, c’è un principio fondamentale: se le cose si fanno, facciamole bene. È determinante che gli interventi rilevanti dal punto di vista energetico siano all’altezza degli standard dei prossimi 30 o 40 anni e ogni intervento edilizio dia il suo contributo per migliorare l’efficienza energetica. Anche perché la differenza di costo tra un intervento cosiddetto “convenzionale” (ad esempio l’intonacatura di una facciata) e il corrispondente intervento energeticamente efficiente (coibentazione della facciata) è relativamente limitato rispetto al costo complessivo.

Sostenibilità

Uno sviluppo è sempre sostenibile se possiamo mantenerlo per un periodo pressoché illimitato e a condizione che tutte le persone che voglio averne parte, siano poi in grado di accedere ad esso. Questo significa che è sostenibile qualcosa che è responsabilmente alla portata sia delle generazioni attuali sia di quelle future. Ciò dipende in buona misura dall’efficienza energetica. Noi possiamo realmente raggiungere l’obiettivo essenziale – creare uno sviluppo globale che possa durare per molte generazioni ed essere diffuso su tutto il pianeta – se riusciamo a raggiungere il livello di consumi energetici e lo standard energetico della casa passiva.

I tre pilastri della sostenibilità:

Ecologia: si tratta di ridurre il consumo di risorse e gli impatti sull’ambiente; questo si può ottenere, come dimostrano gli ottimi risultati raggiunti, ricorrendo all’efficienza energetica nell’edilizia in generale e in particolare alla casa passiva.
Economia: qui occorre distinguere tra economicità per i singoli e gli aspetti macroeconomici. Dal punto di vista dei singoli, l’aspetto interessante è che l’efficienza energetica raggiunta con la casa passiva può tradursi in vantaggi economici diretti per i singoli. Un vantaggio immediatamente tangibile nel proprio portafoglio. Dal punto di vista politico-economico è ancora più importante che grazie all’efficienza energetica nell’edilizia si abbia un aumento del valore aggiunto interno. Ciò significa che materie prime di importazione, come petrolio o gas, vengono sostituite con valore aggiunto locale realizzato dagli artigiani, dalle aziende produttrici (ad es. di finestre ad alta efficienza). In fin dei conti, si tratta di patrimonio immobiliare creato facendo circolare denaro.

Società: Nei decenni passati la società è stata caratterizzata da processi di concentrazione e da una forte tendenza alla monopolizzazione delle strutture economiche. Con la sostenibilità, si compie un’inversione rispetto alla concentrazione e alla creazione di monopoli. Infatti, sono soprattutto le piccole e medie imprese a produrre prodotti per le case passive, creando così una solida base per una struttura di imprese di media grandezza, che possiede molto più spirito di iniziativa e produce una maggior imprenditorialità diffusa. Questa tendenza conduce chiaramente a un altro modello sociale, maggiormente condizionato dalla responsabilità personale e in cui prevale una concezione completamente diversa della responsabilità sociale.

Compatibilità ambientale dei materiali da costruzione

La compatibilità ambientale dei materiali da costruzione è in ultima analisi una questione riguardante il ciclo di vita. Questo è in assoluto l’approccio più importante. Sia per quanto riguarda i flussi di materiali che i flussi di denaro, dobbiamo sempre partire da un’analisi del ciclo di vita. E se questa analisi viene condotta rigorosamente, si potranno facilmente individuare le grandezze dominanti all’interno del ciclo di vita. Il ciclo di vita di un edificio si aggira dai 50, 80 anni fino ai 100 anni. In questo periodo di tempo accadono molte cose; ciò che cresce costantemente ne tempo è, ad esempio, il consumo energetico durante la fase di utilizzo.
In un contenitore di polistirolo, che dopo cinque minuti finisce nella spazzatura, la possibilità di riciclare il materiale assume un’importanza centrale. Il polistirolo, che viene utilizzato per la coibentazione di un edificio, protrae la sua esistenza in questa forma per 50 o 80 anni, facendo risparmiare energia; al termine del ciclo avrà recuperato all’incirca un centesimo dell’energia necessaria per la sua produzione.

In un prodotto per l’edilizia sono determinanti non tanto i materiali in esso contenuti, quanto piuttosto la reale efficacia di queste componenti durante la fase di utilizzo dell’edificio. Una finestra in PVC realmente ad alta efficienza, con un valore U di soli 0,6 o 0,7 Watt metro quadro Kelvin, è molto più sostenibile di una finestra in legno con un valore U di 1,4 Watt metro quadro Kelvin. Non ci si può dunque nascondere dietro l’impiego di materiali per così dire “ecologici”, se l’effetto che si ottiene è in ultima analisi più dannoso per l’ambiente rispetto a un prodotto industriale convenzionale.

Valutazione del ciclo di vita

La valutazione del ciclo di vita dimostra che il punto chiave del consumo energetico di un edificio consiste nella lunga durata del suo utilizzo. È essenziale consumare poca energia durante il periodo di utilizzo, e qui si fa riferimento non solo all’energia per il riscaldamento, ma anche ai consumi elettrici degli apparecchi utilizzati nell’edificio. L’esclusione dei consumi elettrici dal bilancio conduce poi a errati interventi di ottimizzazione.
Lo stesso accade con l’energia grigia, consistente nella quota di energia contenuta nei prodotti edili impiegati per la costruzione della casa. L’energia grigia rientra nella valutazione complessiva del ciclo di vita dell’edificio; l’aspetto interessante è che, a livello di ottimizzazione, l’impiego di energia grigia non compromette il risparmio energetico durante il periodo di utilizzo. In altre parole, l’impiego di materiale isolante richiede energia grigia, ma questa energia grigia è talmente poca rispetto all’energia risparmiata, che la questione non si pone. Occorre sempre concentrarsi su quali sono le carenze e quali sono le reali interferenze non reversibili nei confronti della natura.

Incentivi o vincoli?

Nell’edilizia abbiamo una quantità di restrizioni, a cui se ne stanno aggiungendo altre nei vari regolamenti e decreti sul risparmio energetico. Tuttavia queste prescrizioni inducono troppo spesso a pensare “ora abbiamo fatto abbastanza e non è il caso di fare più di quello che ci viene richiesto”. Ritengo che l’accento debba essere posto invece nel convincere le persone: ciò che vogliamo fare va nella direzione giusta, è ragionevole continuare a investire in questo settore, è ragionevole andare oltre a quanto richiesto dai regolamenti statali. Tutti i provvedimenti devono essere economicamente vantaggiosi per i singoli, anche nel peggiore dei casi – solo a queste condizioni il legislatore li può prescrivere. Questo significa che, nella maggior parte delle situazioni, per i cittadini sono vantaggiosi anche gli interventi che vanno oltre le prescrizioni. Si discute troppo poco di questo, ci si limita spesso a pensare che sia sufficiente seguire le prescrizioni di legge.

Ci sono ancora ampi margini di manovra per quanto riguarda i tassi di interesse, come sta dimostrando anche la crisi attuale. È interessante osservare che il capitale investito in questo settore essenziale dello sviluppo sostenibile non va perso, ma si traduce in strutture sostanziali, in edifici e infrastrutture migliori e, durante la realizzazione di tali opere, crea anche lavoro aggiuntivo. Ciò significa che qui si possono raggiungere contemporaneamente diversi obiettivi; questo è uno dei motivi per cui i governi si sono ultimamente convinti a promuovere con maggior vigore questo settore.

Futuro dell’edilizia

A proposito di tale questione, penso che il futuro sia completamente aperto. Questo è anche uno dei principi che abbiamo sempre seguito. Per me è molto importante che manteniamo aperto il futuro; si dovrebbero cioè lasciare margini decisionali anche per i nostri figli e i nostri nipoti. Essi potranno ancora avere margini decisionali solo se in futuro i nostri edifici saranno energeticamente efficienti, e potranno essere energeticamente efficienti solo se noi realizzeremo tutti i dettagli ad un livello qualitativo veramente elevato. Questa è l’idea di fondo di una casa energeticamente efficiente. Come realizzarla dal punto di vista architettonico, è una libera scelta che compete agli architetti.


Intervista

Norbert Lantschner

Intervista con Norbert Lantschner (CasaClima)




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