Sfondo politico
Protocollo di Kyoto Per porre un freno al riscaldamento del clima nel 1997 la comunità internazionale degli Stati ha raggiunto l'accordo del Protocollo di Kyoto. Secondo questa convenzione gli stati industrializzati nel periodo dal 2008 al 2012 devono ridurre le emissioni dei sei principali gas serra (oltre alla CO2 sono il metano e i CFC i principali responsabili del riscaldamento climatico) complessivamente del 5,2% rispetto all'anno di riferimento del 1990. I singoli Stati si sono impegnati a riduzioni di diversa portata (Germania: -21%, Austria: -13%, Svizzera, Liechtenstein, Principato di Monaco e Slovenia: -8%, Italia: -6,5%, Francia: 0%).
Convenzione delle Alpi INel protocollo "Energia" della Convenzione delle Alpi, finora ratificato da Austria, Germania, Liechtenstein e Slovenia, gli Stati si impegnano ad adottare misure concrete e disposizioni per il risparmio energetico, volte in particolare ad ottenere un miglioramento della coibentazione degli edifici. Viene stabilito anche di promuovere gli edifici a basso consumo energetico e di favorire l'adozione di sistemi di riscaldamento ecocompatibili.
Direttiva UE All'inizio del 2003 è stata approvala la direttiva UE per l'efficienza energetica degli edifici (2002/91/CE), che gli Stati membri devono trasformare in legge nazionale entro il 2006. Secondo la direttiva ogni Stato membro deve stabilire requisiti minimi sull'efficienza energetica complessiva degli edifici di nuova costruzione e di quelli già esistenti, che ogni cinque anni dovranno essere adeguati allo stato della tecnica. I nuovi edifici con superficie superiore ai 1.000 m2 dovranno valutare preventivamente se possono far uso delle energie rinnovabili. Per ogni edificio dovrà essere redatto un certificato energetico, che dovrà essere presentato in caso di vendita o affitto dell'edificio e dovrà essere aggiornato ogni 10 anni. La certificazione sarà obbligatoria anche per gli edifici esistenti.
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