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Campo d’azione: innovazione sociale

L’“officina Alpi” è ben attrezzata. Un ambiente stimolante, una popolazione sfaccettata e l’esperienza che per sopravvivere occorre costantemente modificarsi, costituiscono senza dubbio un buon terreno di coltura per l’innovazione. Questa prospera laddove il rinnovamento, inteso come processo comunitario, viene apprezzato, promosso e sperimentato.

Il pensiero e l’agire comune rafforzano la coesione sociale. Le persone scoprono e sviluppano nuove forme di comunicazione e cooperazione, nuovi ruoli dell’io e del noi. Questo caratterizza le relazioni, le norme e i valori. Un nuovo modo di pensare porta nuove soluzioni per vecchi problemi. Repair café, officine popolari, modelli di lavoro basati sulla cooperazione e crowdfunding ne sono la testimonianza.

Urbanizzazione, emigrazione, cambiamento climatico, una mobilità esagerata, perdita di identità provocata dal turismo di massa – molti problemi nelle Alpi sono in attesa di soluzione. E sono proprio le persone innovative ad emigrare – nel momento in cui restare non offre loro una prospettiva adeguata. Talvolta queste sono sostituite da nuovi venuti dall’esterno. Nelle regioni urbanizzate delle Alpi spesso sono “stranieri” qualificati e con disponibilità di capitali a portare nuove conoscenze e nuovi impulsi. Nelle regioni marginali sono prevalentemente i giovani di estrazione urbana a cercare un nuovo senso della vita nella semplicità e nelle zone marginali. Vogliono sfuggire allo stress dovuto a un’eccessiva densità e guardano alle aree periferiche per trovare spazi non utilizzati e aree edificabili a prezzi abbordabili. Oltre a uno spirito innovativo, essi portano una rete di relazioni che si estende al di fuori della regione alpina, il che rappresenta un corridoio di innovazione per le Alpi. La questione è se si riuscirà a cogliere questo potenziale.

Sviluppo sostenibile dal basso

Chi cerca forme di vita alternative ha bisogno di capacità d’immaginazione. Chi la reperisce per la propria vita personale, lo farà probabilmente anche per la collettività. Nuovi arrivati e residenti sviluppano insieme forme economiche complementari. La forza civile dell’azione non viene alimentata da denaro, ma anche attraverso il tempo e le competenze che ciascuno e ciascuna è disponibile a mettere a disposizione. Con alpMonitor la CIPRA affronta il campo d’azione “innovazione sociale” sollevando alcune domande: come si deve organizzare la società alpina per vincere le nuove sfide e aprirsi a nuove strade? Di cosa hanno bisogno gli uomini per impegnarsi per la collettività con approcci innovativi? Come creare le occasioni che consentano alle persone di partecipare anche solo per un periodo limitato e poi ritirarsi senza ripercussioni sul piano personale? In che modo tali iniziative possono contribuire allo sviluppo sostenibile?

Fonti ed ulteriori informazioni: