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Zone a rischio: nuovo approccio in Austria

 

Dopo le grandi slavine dell'inverno 1998-99 il Ministero federale per l'agricoltura e le foreste austriaco ha approvato un decreto che modifica i criteri di delimitazione delle zone a rischio. Per la definizione delle zone a rischio si prendono ora in considerazione i precedenti eventi calamitosi così come i cosiddetti "testimoni muti", si rilevano dati relativi al terreno e si utilizzano procedure informatiche. Da poco tempo si dispone di nuove tecnologie che consentono di misurare la pressione anche all'interno di una valanga e quindi di accogliere questo dato tra i criteri di delimitazione tra zona rossa e zona gialla. Finora una pressione della valanga di 2,5 t/m2 era considerata sufficientemente sicura, mentre ora, dopo lunghe discussioni e contatti con tecnici svizzeri, si è giunti alla conclusione che 1 t/m2 è un valore più adeguato. Il conflitto di interessi tra esigenze di sicurezza e richieste di attività costruttive supportate da interessi economici raggiunge una notevole intensità a livello locale. L'attuazione del nuovo decreto comporterà sicuramente l'ampliamento della zona rossa per molti comuni. Ciò rafforzerà la fiducia della popolazione ed ha anche un valore economico per i comuni turistici: il calo della domanda turistica successivo ad un incidente causato da valanghe ha conseguenze economiche più negative rispetto ad una gestione dei rischi adeguata e trasparente.

Campi d'azione della Convenzione delle Alpi:

L'art. 9 del Protocollo Pianificazione territoriale e sviluppo sostenibile afferma: I piani e/o programmi territoriali e di sviluppo sostenibile comprendono (…) in particolare: comma 2e) determinazione delle zone esposte a rischi naturali, dove va evitata il più possibile ogni realizzazione di costruzioni e impianti.

Progretto regione:

Austria
 

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