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Valorizzazione ad alta quota

Valorizzazione ad alta quota I rifugi dei club alpini offrono un considerevole potenziale di valorizzazione delle risorse locali. Grazie a un riposizionamento mirato dei rifugi, il Club Alpino Svizzero (CAS) è riuscito ad aumentarne sensibilmente lo sfruttamento e i ricavi mentre il Club alpino tedesco (DAV), con la sua campagna "So schmecken die Berge" (Il sapore delle montagne), promuove intere filiere regionali.

Le cifre dei pernottamenti nei 153 rifugi del CAS, stagnanti o addirittura in calo negli anni 90, negli ultimi anni sono aumentate grazie a misure di marketing, nuove offerte e a una collaborazione più stretta con i partner turistici. Il Club Alpino Svizzero si è concentrato soprattutto su nuovi target, come gli escursionisti o le famiglie che, per quanto riguarda l'infrastruttura e la gestione dei rifugi, hanno aspettative diverse dai classici alpinisti. Con leggeri miglioramenti del comfort durante le ristrutturazioni e con modesti investimenti in infrastrutture più adatte ai nuovi target, quali ad esempio stanze più piccole o impianti sanitari migliori, il CAS è riuscito a rendere più attraenti i suoi rifugi, nei quali oggi pernottano ogni anno oltre 300'000 persone, pari a circa l'1% dei 30 milioni di pernottamenti in hotel di tutta la Svizzera.

Alta quota e Milestone
Varie misure di marketing e cooperazioni hanno avuto successo. La collaborazione con l'assicurazione CSS, ad esempio, che ha raccolto, nell'offerta "Alta quota", 40 rifugi CAS adatti alle famiglie, ha garantito ai rifugi un numero di pernottamenti superiore alla media. Grazie al successo ottenuto, l'iniziativa "Alta quota" proseguirà quindi fino al 2010.
Un altro esempio di marketing di successo è rappresentato dalle attività, svolte nell'ambito dell'anno dei rifugi 2006, durante il quale sono apparsi oltre 100 comunicati e, con l'assegnazione del premio "Milestone 2006", anche il settore turistico ha riconosciuto l'importanza dei rifugi del CAS per il paese e per la montagna svizzera.

Le esigenze degli ospiti cambiano
Il successo della strategia del Club Alpino Svizzero è dimostrato dalla statistica degli ultimi dieci anni. Il totale dei pernottamenti dal 2000 è, infatti, in aumento e dal 2003 supera regolarmente le 300'000 unità. Sono aumentati soprattutto i pernottamenti dei non soci. Pertanto, questa strategia ha anche un effetto di allargamento. In futuro, il CAS intende investire in misura notevole nel rinnovamento dei rifugi, per adeguarli alle diverse esigenze degli ospiti, senza però mirare alla costruzione di veri hotel di montagna.

"Il sapore delle montagne"
Il Club Alpino Tedesco DAV è impegnato sin dagli anni 90 nella commercializzazione diretta di prodotti agricoli nei suoi rifugi alpini e, da alcuni anni, persegue coerentemente questo obiettivo per mezzo della campagna "Il sapore delle montagne", volta a conservare il paesaggio rurale alpino, a rafforzare i circuiti economici regionali, ad abbreviare i percorsi della vendita e quindi a sostenere direttamente gli agricoltori di montagna e i gestori dei rifugi. Gli agricoltori possono così commercializzare i loro prodotti a un prezzo adeguato e, con il loro lavoro, contribuiscono a mantenere e preservare il paesaggio rurale e ricreativo. I gestori dei rifugi, che si sono impegnati a offrire ogni giorno menu e bevande regionali, possono farsi pubblicità con la "mucca", il logo della campagna. E infine, ma non meno importante, gli ospiti dei rifugi possono apprezzare la zona anche dal punto di vista culinario. Che questo sia un desiderio di molti soci del DAV è stato dimostrato nel 2002 da un sondaggio, in cui il 94% degli intervistati ha dichiarato che "in linea di principio, nei rifugi del DAV occorre utilizzare i prodotti dell'agricoltura locale". 29 rifugi del Club alpino tedesco attualmente distribuiscono piatti tipici regionali con il logo della mucca. (Info: http://www.alpenverein.de/template_loader.php?tplpage_id=61)

Programma tirolese per funivie e comprensori sciistici - Un passo avanti nella direzione di una pianificazione territoriale alpina equilibrata.

Red. Dal 1992, in Tirolo, i progetti di ampliamento del comparto delle funivie si ispiravano a tre "principi per gli impianti a fune del Land Tirolo", frutto di un gentlemen's agreement tra i titolari degli di risalita e i rappresentanti politici del Land Tirolo. I progetti venivano selezionati più sulla base di criteri di politica regionale e di politica tout court che sulla base di criteri tecnici. I "principi" non erano vincolanti dal punto di vista politico.
All'inizio del nuovo millennio, il comparto degli impianti a fune non voleva più attenersi a questi principi. I rappresentanti politici del Land Tirolo, invece, hanno deciso di mettere mano all'elaborazione di un programma di pianificazione territoriale integrato, che tenesse conto di tutte le complesse relazioni di una pianificazione territoriale sostenibile in ambito alpino, considerando in modo equilibrato tutti gli aspetti inerenti all'utilizzo e alla protezione. Questo "Programma tirolese per le funivie e i comprensori sciistici", deliberato dal governo del Land l'11 gennaio 2005, tiene appunto conto di quest'esigenza. L'attuabilità delle norme in esso contenute, il suo carattere vincolante e l'obbligo di valutazione fanno di questo programma uno strumento efficace di sviluppo del Land, in un orizzonte decennale. Nel Programma, il Tirolo riconosce la particolare rilevanza della Convenzione delle Alpi per lo sviluppo sostenibile delle regioni alpine ed assicura l'attuazione degli obblighi che ne derivano. Il programma prevede, quali elementi centrali, alcuni principi a carattere generale, come il divieto di nuove aperture, ma anche criteri chiari per la valutazione dei progetti di ampliamento concreti. Il programma assicura inoltre l'armonizzazione tra le politiche di pianificazione territoriale e di sfruttamento alpino con lo sviluppo degli insediamenti abitativi, lo sviluppo regionale e dei trasporti.
Il programma rappresenta un modello per i Länder federali austriaci. (www.tirol.gv.at/raumordnung)

Mobilità sostenibile in Val Clarée/F

Inquinamento acustico ed atmosferico, distruzione del paesaggio, turisti, escursionisti e residenti scontenti: queste le conseguenze dell'intasamento estivo della Val Carée, nelle Alpi francesi a causa del traffico legato al turismo. In reazione a questa situazione tre partner - il Département Hautes-Alpes, l'unione dei comuni della zona di Briançon ed il comune di Névache - hanno portato, sia nell'estate del 2003 che in quella del 2004, all'organizzazione di un sistema di bus navetta a cadenza regolare tra Névache e la valle. Nel periodo compreso tra il 12 luglio ed il 29 agosto sono state effettuate circa 52 corse di andata e ritorno al giorno. Non appena i parcheggi dell'alta valle sono esauriti, il che spesso accade già a partire dalle 9 del mattino, la strada viene chiusa al traffico. Hanno contributo al successo dell'iniziativa il prezzo contenuto - un euro per corsa, sconto del 50% per l'acquisto di un carnet da dieci corse e per i bambini sotto i 12 anni - ed un management efficace. Nel 2004 non sono stati venduti meno di 50.000 biglietti, con un incremento del 20% rispetto all'anno precedente. Importante: non è necessario arrivare in auto a Névache, in estate infatti esiste un servizio di bus tra le stazioni di Briançon e Bardonecchia/I che fermano anche a Névache. Da lì è poi disponibile il collegamento con la Val Carée. Nel 2005 il servizio sarà ripetuto, migliorato con maggiori limitazioni d'accesso, l'obbligo di pedaggio per i parcheggi dell'alta valle, biglietti combinati Park-and- Ride, la costruzione di parcheggi nella valle e aumento di prezzo. Obiettivo dei gestori è quello di stabilizzare il sistema a lungo termine raggiungendo l'indipendenza economica del servizio. Il Consiglio regionale del Départements Hautes-Alpes vorrebbe estendere questo tipo di mobilità ad altre località. L'iniziativa potrebbe inoltre costituire un esempio per molte altre valli alpine.

L'Achental si mobilita: i cittadini si impegnano per la regione.

Red. Nella valle di Achen tra il lago Chiem in Baviera e le montagne del Kaiser nel Tirolo, dal 2000 dieci comuni di Germania ed Austria si sono uniti nell'associazione "Modello ecologico Valle di Achen". L'obiettivo del progetto è conservare la qualità dell'ambiente di vita nell'area transfrontaliera in modo duraturo, mediante una rete di idee e di azioni comuni. A caratterizzare la regione è un paesaggio che l'uomo ha coltivato nel corso dei secoli e che deve essere mantenuto anche in futuro grazie ad uno sfruttamento ecocompatibile. Per stimolare l'agricoltura tradizionale i comuni commercializzano i prodotti agricoli ed artigianali dell'Achental usando l'etichetta di qualità "Qualität Achental". Inoltre, le aziende agricole che impiegano metodi di coltivazione a basso impiego di risorse e misure mirate a tutelare il paesaggio ottengono il marchio "Paesaggio di cultura Valle di Achen". La popolazione deve prendere parte attivamente alla gestione della comunità di appartenenza. A tale scopo sono stati creati circoli di discussione in cui i membri della comunità possono presentare le proprie idee. Per rendere accessibile ad un pubblico più vasto il modello ecologico Achental, dal 2003 due esperte in gestione del territorio informano la popolazione su tutti i temi legati alla tutela della natura e dell'ambiente. Sostengono anche gli attuali progetti per la formazione ambientale "L'agricoltura fa scuola" e "Aula Natura" che mirano a sensibilizzare le giovani generazioni sull'unicità del paesaggio naturale e culturale dell'Achental. Si inserisce nel Modello ecologico Valle di Achen un sottoprogetto intitolato "Strategie di attuazione per la valorizzazione della natura e del paesaggio nel turismo". Avviato nel 2003 e finanziato dall'Unione Europea nell'ambito del progetto "DYNALP" dell'Interreg III B, il sottoprogetto segue le linee guida della Convenzione delle Alpi.

Progetti di ampliamento per il Parco nazionale svizzero

Il Parco nazionale svizzero in Engadina, istituito nel 1914, è cresciuto attraverso diverse tappe fino agli attuali 169 km2. Dal 1961 non si sono più aggiunti nuovi territori. Quello che era l'unico parco nazionale nell'Europa centrale, è ora diventato il penultimo in ordine di grandezza dei 14 parchi nazionali esistenti sulle Alpi. Risulta oggi evidente, contrariamente all'opinione dei fondatori del parco, che la superficie non è sufficiente a garantire un habitat adeguato a tutte le specie animali e vegetali presenti all'interno dei confini del parco nazionale. Dal 1996 è in atto una vivace discussione su un suo ampliamento.
Oltre all'ampliamento dell'attuale zona centrale, è programmata soprattutto l'istituzione di una zona circostante. Questa circonderebbe il nucleo centrale con una cintura protettiva con l'obiettivo di conservare spazi vitali per le specie autoctone. A differenza del nucleo centrale, in questa fascia è possibile integrare la tutela con le attività antropiche compatibili con l'ambiente.
I diversi gruppi di interesse sono stati tempestivamente coinvolti nelle trattative, in modo da garantire un ampliamento stabile e orientato al lungo periodo. Nonostante ciò, si sono recentemente fatti avanti oppositori al progetto.

Una città alle porte dei parchi naturali, aperta sul futuro "sostenibile"

"Coniugare gli sforzi per rendere la città abitabile a lungo e la campagna abitata a lungo": ecco la strada seguita da circa dieci anni dalla città di Chambéry (Francia) e dai comuni rurali limitrofi.
La popolazione che vive ai bordi dei parchi naturali regionali dei massici dei Bauges e della Chartreuse è costituita da circa 400.000 abitanti. Importante "città-porta" di questa regione, Chambéry si è impegnata in un originale processo volto ad instaurare una continuità tra la vita urbana e rurale, sulla base di un lavoro in profondità tra gli attori dei parchi e gli attori dello sviluppo urbano. Gli interessi in gioco da una parte e dall'altra vengono considerati nei loro aspetti sinergici, al fine di valorizzare le ricchezze del patrimonio rurale e di quello urbano, nonché di lottare contro la frequentazione abusiva delle zone con equilibri delicati, pur rafforzando nello stesso tempo i servizi per i comuni rurali e le attività economiche sostenibili.
Grazie alla qualità dei progetti elaborati e delle iniziative già avviate, Chambéry è stata prescelta tra 16 concorrenti in un concorso per progetti nell'ambito di "Agenda 21" lanciato nel 1997 dal Ministero per l'ambiente francese. Oltre alla creazione di un posto di lavoro per una specifica figura professionale a partire dall'estate del 1998,
la città ha sviluppato, insieme ai comuni dei parchi, 15 piani d'azione in settori quali la pianificazione territoriale integrata, il turismo, la comunicazione, o ancora la valorizzazione delle risorse naturali rinnovabili (il legno, per esempio).
La dinamica avviata a Chambéry costituisce un valido esempio del modo in cui si può affrontare la contrapposizione tra mondo rurale e mondo urbano: un'esperienza di cui possono giovarsi altre vallate alpine.

Alcune misure concrete per una gestione sostenibile dei rifugi

I rifugi dei club alpini accolgono circa 12 milioni di visitatori all'anno per una capacità di 90.000 posti letti, e giocano un ruolo strategico essenziale nel turismo. Consapevole di questo fatto, il Club Alpino Tedesco (DAV) si è attivamente impegnato per generalizzare l'applicazione di misure volte a ridurre l'impatto dei rifugi sull'ambiente in montagna.
Red.- La crescita della frequentazione dei rifugi pone problemi concreti per quanto concerne la qualità dell'ambiente. A partire dal 1986, il Club Alpino Tedesco (DAV), in collaborazione con il Club Alpino Austriaco (OeAV), ha svolto un ruolo pionieristico per tentare di trovare soluzioni adeguate, e i primi elementi sono stati presentati al Convegno Internazionale svoltosi a Innsbruck-Igls nell'aprile del 1995.
A questo avvio promettente ha fatto seguito un nuovo periodo di dieci anni. Gli sforzi si sono concentrati, in particolare, su due ambiti critici: l'acqua e l'energia. La priorità è stata data alla riduzione dei rifiuti e alle energie rinnovabili non inquinanti. Così, più di 150 rifugi sono già stati dotati di impianti che propongono un'alternativa all'impiego dell'energia fossile. Parallelamente, a partire dal 1996 è stato proposto un marchio di qualità per i rifugi che vengono gestiti in modo rispettoso per l'ambiente.
In tutte queste iniziative, la volontà di approfondire i contatti e gli scambi di esperienze tra i diversi club alpini dà buoni frutti: infatti, il Club Alpino Francese (CAF) si è impegnato sulla stessa strada e ha installato numerosi generatori solari nei suoi rifugi.
Infine, vogliamo precisare che anche quando le soluzioni tecnologiche sono possibili, i costi restano spesso elevati. Limitare i bisogni e i rifiuti resta così la strada che viene più spesso adottata.

Il gioiello naturale "Severgraben" in Carinzia è stato dichiarato monumento naturale

In seguito a numerose discussioni nel distretto di Feldkirchen in Carinzia, il territorio "Severgraben" situato nel tratto del fiume "Enge Gurk" è stato dichiarato monumento naturale.
Red. Il Severgraben è un tratto del tutto incontaminato del fiume Gurk che rappresenta un'importantissima zona di rifugio per specie vegetali e animali rare. E' caratterizzato da sponde ripide e rocciose, piccoli letti di pietrisco, rapide di corrente e piccole cascate. La decisione di dichiarare il Severgraben monumento naturale rappresenta un chiaro segnale a favore della conservazione e della salvaguardia di preziose aree naturali, e oppone così un netto rifiuto ad eventuali progetti di sfruttamento. Recentemente infatti sono sorte numerose controversie su questo tratto del fiume Gurk meritevole di tutela: nella parte delle "Spitzwiesen" il carattere naturale del paesaggio fluviale era minacciato dal progetto di costruzione di una centrale elettrica. Si pensava inoltre anche di deviare il corso d'acqua del Gurk nel tratto a nord del Severgraben. Ma il fatto che ora il Severgraben sia zona protetta impedisce per il futuro qualsiasi tipo di intervento in questa zona del Gurk.
La Carinzia ha così fatto un passo importante ai fini dell'applicazione dell'Articolo 10 del Protocollo "Protezione della natura e tutela del paesaggio" della Convenzione delle Alpi.

"Siddharta" - Viaggio d'esplorazione nel paesaggio fluviale...

In un progetto ripetutamente premiato, affascinante e non comune dell'esperto di natura e ambiente Hansruedi Berger, gli abitanti di Prättigau (Grigioni, CH) - in particolare bambini e giovani - hanno impararato a conoscere e ad apprezzare il valore del paesaggio fluviale di Landquart per gli uomini e per la natura.
Secondo il motto "un piccolo progetto per ogni comune" si sono dovute sviluppare visioni per una regione di Landquart più naturale. Scopo degli organizzatori era quello di far vivere e comprendere il paesaggio fluviale ai partecipanti. Così non ci si è occupati solo di natura, ma agli interessati si sono date informazioni anche sulla cultura e sulla storia.
Gli organizzatori non si sono voluti accontentare soltanto di sensibilizzare la popolazione: la conclusione del progetto è consistita in azioni volte a realizzare in ogni comune un piccolo, ma visibile, miglioramento nella direzione del mantenimento della molteplicità biologica. Anche qui dovevano per prima cosa essere raccolte le idee degli abitanti. Uno dei molti risultati positivi del programma è stato un sentiero didattico fluviale allestito dagli allievi.
"Siddharta" è un esempio di un progetto ambizioso che, tanto per gli organizzatori quanto per i partecipanti, ha rappresentato una vera sfida e che è stato un successo anche grazie all'attiva partecipazione di singole persone, gruppi, classi scolastiche ed associazioni.

Cansiglio: formaggio e paesaggio culturale a 1100 metri

Cansiglio (provincia di Belluno) si sono riuniti nella cooperativa agricola "Centro caseario allevatori del Cansiglio", viene preparato secondo una ricetta tramandata da generazioni osservando le più moderne norme di igiene. Sul Cansiglio la qualità viene prima di tutto. E questo ad iniziare dalla materia prima latte. Le 600 mucche presenti sull'altopiano vengono allevate in modo naturale, secondo le conosciute regole dell'agricoltura biologica. Durante sei mesi, da maggio a novembre, pascolano in piena libertà sui 1.000 ettari di pascoli circondati da 6.000 ettari di bosco di faggi, la "Foresta del Cansiglio". I soci della cooperativa hanno affittato la terra dallo stato.
Il "Centro Caseario" sta anche cercando di collegarsi al turismo: i contadini hanno accuratamente ristrutturato una vecchia stalla trasformandola in un ristorante, la cui cucina basata su prodotti naturali gode di ottima fama e viene apprezzata dai visitatori del Parco naturale "Foresta del Cansiglio". Grazie al ristorante e al caseificio sono stati creati 15 posti di lavoro; tali attività rappresentano un'ulteriore creazione di valore aggiunto e consentono di mantenere un prezzo del latte relativamente alto. Il bilancio è positivo per tutti: "con il tempo siamo diventi consapevoli che gli uomini possono essere felici solo se anche la natura partecipa a questa felicità", afferma Valter Giora.

"La scuola e il mio paese" - un progetto del comune di Budoia

"Da sogno a progetto", questo il sottotitolo del progetto di formazione sociale e ambientale del comune di Budoia. Il progetto ha avuto una durata di tre anni e ad esso hanno partecipato cinque classi delle scuole elementari e due della scuola dell'infanzia, complessivamente 350 bambini. I risultati incoraggiano una prosecuzione del progetto. Un primo passo nello svolgimento del progetto è stata la preparazione degli/delle insegnanti attraverso il corso "Cooperazione - Scuola - Ambiente". Quindi sono stati organizzati blocchi di lavoro nella scuola. Qui si è lavorato in piccoli gruppi con studenti di classi e livello diversi. I temi sono stati scelti secondo le necessità, tenendo in primo piano l'obiettivo di riconoscere e imparare ad apprezzare la scuola come luogo di incontro. Un importante metodo di lavoro è stato lo scambio reciproco, in cui i bambini hanno potuto sviluppare capacità, competenze nell'affrontare i problemi e senso di responsabilità sociale. Durante il progetto si sono svolte diverse attività, come il laboratorio sonoro condotto da esperti, uscite all'aperto finalizzate alla produzione di cartine e modelli e allo svolgimento di ricerche. I bambini sono stati accompagnati per strade e sentieri dei dintorni da adulti, che hanno raccontato la storia del tratto percorso. In una festa di paese sono stati esposti i materiali raccolti ed elaborati durante il progetto. L'effetto durevole del progetto consiste già nel fatto che sono stati i bambini a partecipare: ed essi non si limitano a portare a casa le idee dalla scuola, ma continueranno a portarle per la loro vita, dal momento che il progetto li ha efficacemente avvicinati al concetto di sostenibilità. E qui è anche implicitamente contenuto il controllo dei risultati, sia a lungo termine, sia anche molto direttamente. Poiché i bambini giudicano la qualità di un progetto immediatamente, con le loro reazioni spontanee.

Zone a rischio: nuovo approccio in Austria

Dopo le grandi slavine dell'inverno 1998-99 il Ministero federale per l'agricoltura e le foreste austriaco ha approvato un decreto che modifica i criteri di delimitazione delle zone a rischio. Per la definizione delle zone a rischio si prendono ora in considerazione i precedenti eventi calamitosi così come i cosiddetti "testimoni muti", si rilevano dati relativi al terreno e si utilizzano procedure informatiche. Da poco tempo si dispone di nuove tecnologie che consentono di misurare la pressione anche all'interno di una valanga e quindi di accogliere questo dato tra i criteri di delimitazione tra zona rossa e zona gialla. Finora una pressione della valanga di 2,5 t/m2 era considerata sufficientemente sicura, mentre ora, dopo lunghe discussioni e contatti con tecnici svizzeri, si è giunti alla conclusione che 1 t/m2 è un valore più adeguato. Il conflitto di interessi tra esigenze di sicurezza e richieste di attività costruttive supportate da interessi economici raggiunge una notevole intensità a livello locale. L'attuazione del nuovo decreto comporterà sicuramente l'ampliamento della zona rossa per molti comuni. Ciò rafforzerà la fiducia della popolazione ed ha anche un valore economico per i comuni turistici: il calo della domanda turistica successivo ad un incidente causato da valanghe ha conseguenze economiche più negative rispetto ad una gestione dei rischi adeguata e trasparente.

Valorizzazione di una razza ovina locale: un impulso per l'agricoltura di montagna

Nella Valle Stura, in Piemonte, è stato promosso un progetto che non solo ha salvato dall'estinzione la pecora Sambucana, ma ha anche permesso di migliorare la situazione degli allevamenti e dei pascoli d'alta quota, di favorire lo sviluppo occupazionale, economico, sociale e di tutelare maggiormente l'ambiente montano. red. - La pecora Sambucana della Val Stura, è una razza adatta ai pascoli rocciosi e disagiati ed un'ottima produttrice di carne di qualità. Nel 1985 al fine di ricuperare e valorizzare questa razza ovina (si contavano solo più 80 capi) è stato costituito, grazie alla locale Comunità Montana e per mezzo degli allevatori, un apposito Consorzio denominato L'Escauron. Le sue attività comprendono la gestione di un centro arieti, la promozione e la realizzazione delle mostre di pecore ed arieti degli allevamenti in fase selettiva, l'organizzazione d'incontri di aggiornamento professionale e la costituzione di un gruppo di giovani allevatori di ovini. Molteplici sono stati gli interventi: miglioramento delle tecniche di allevamento e sviluppo dell'ovinicoltura d'alpeggio, recupero di aziende abbandonate e ristrutturazione di altre aziende idonee all'allevamento ovino, miglioramento dei pascoli e promozione di una migliore tecnica di fienagione. La creazione di un marchio ha permesso la valorizzazione dell'agnello Sambucano. Inoltre è stata attivata una cooperativa formata dagli allevatori, che si prefigge di coordinare e controllare la commercializzazione dei prodotti derivati dall'allevamento.

Trasporti pubblici per il Passo di Vr¡Çič

Il comune di Kranjska Gora è impegnato da tempo nella ricerca di una soluzione tecnico- strutturale e rispettosa dell'ambiente per le valli alpine di Vrata, Kot, Krma, Planica e il traffico di transito attraverso il passo di alta montagna di Vr¡Çič (1611 m. s m.). Al Passo di Vr¡Çič la situazione è estremamente critica sia d'estate che d'inverno: in estate a causa del traffico turistico, in inverno per i veicoli per lo sgombero della neve e per lo spargimento del sale, che spargono 400 tonnellate di sale all'anno in questo territorio carsico ricco di sorgenti di acqua potabile. Invece di cercare di potenziare la strada per il passo, il comune di Kranjska Gora punta sul trasporto pubblico. Tra Kranjska Gora e Bovec è già stato istituito un collegamento a mezzo di autobus. Poiché tuttavia in Slovenia è lo Stato ad essere competente della gestione delle strade, e i comuni possono intervenire solo sui veicoli in sosta, al comune rimane solo la possibilità di stabilire una tariffa per il parcheggio. Le entrate contribuiscono però non solo alla manutenzione stradale, ma anche al potenziamento del trasporto pubblico. Il comune di Kranjska Gora vede in questi provvedimenti un importante passo per la promozione del trasporto pubblico. Per questo, attribuisce una grande importanza al lavoro di pubblicizzazione per sensibilizzare la popolazione su questo tema.

Rimodellamento della confluenza del canale interno

Il canale interno del Liechtenstein svolge la funzione di canale di raccolta di tutte le acque della valle laterale del Liechtenstein e rappresenta oggi l'unico collegamento con il Reno alpino rimasto sul territorio del Liechtenstein. Lo sbocco nel Reno era tuttavia talmente ripido da costituire una barriera, per cui il canale non poteva svolgere la sua importante funzione ecologica. Il Governo del Liechtenstein ha avviato un progetto in collaborazione con i comuni interessati per rimodellare il tratto del canale a monte dell'affluenza per una lunghezza di 500 metri. La differenza di quota tra il canale e il Reno è stata superata grazie a rampe di risalita. Il corso del canale, finora rettilineo e monotono, è stato interrotto da svolte e insenature. Da ora in avanti tutti gli organismi acquatici potranno spostarsi liberamente tra il canale e il Reno. Ciò vale anche per le specie di pesci che popolano il canale. Il rimodellamento ecologico aumenta la diversità dei biotopi e crea nuovi spazi vitali per molte specie minacciate di piante e animali. Si è cercato inoltre di migliorare l'interconnessione tra il corso d'acqua e il territorio. Sul lato esterno delle curve l'erosione favorisce la formazione di ripide scarpate che rappresentano spazi vitali preziosi per una specie minacciata come il Martin Pescatore e per diversi invertebrati. La progettazione ha ovviamente tenuto conto delle esigenze dettate dalla protezione dai rischi di piena, così come dell'obiettivo di aumentare il valore ricreativo dell'area. Il successo del rimodellamento della confluenza si potrà valutare nei prossimi anni.

Parco della biosfera Grosses Walsertal: un' alternativa per lo sviluppo regionale

Praticamente nessun'industria, le strutture turistiche e del traffico poco sviluppate, la popolazione costretta a cercare lavoro altrove: l'impressione d'aver perso il passo con lo sviluppo. Come cambiare questa situazione? La popolazione della Grosses Walsertal nel Voralberg/A ha trovato la soluzione nella valorizzazione dei tesori naturali e culturali della regione. Dopo un'adeguata zonazione e l'elaborazione di un concetto direttivo nei settori dell'agricoltura e forestale, del sociale ed economico, del traffico ed urbano, l'UNESCO ha riconosciuto nel novembre del 2000 la Grosse Walsertal come riserva mondiale della biosfera. Per far vivere il parco della biosfera è indispensabile che la popolazione locale sostenga l'idea di uno sviluppo regionale sostenibile. Come in tutte le "riserve" di questo tipo, l'uomo non è un corpo estraneo, ma un elemento fondamentale della natura e come tale è chiamato concretizzare quest'idee. L'agricoltura e l'artigianato sono coinvolti nella promozione e commercializzazione della "cassetta squisita " contenente specialità culinarie locali. Si pensa di realizzare un gemellaggio con un'altra riserva della biosfera per contracambiare il formaggio locale "Walserstolz" (orgoglio dei Walser) con vini biologici. L'estate scorsa si è svolto il progetto pilota "avventura nel parco della biosfera" che coinvolge scuole ed accompagnatori e quest'anno si inizieranno pure le attività con i turisti. Per ridurre il traffico, anziché riscuotere un pedaggio per il transito di automobili, si propongono agli escursionisti mezzi pubblici.

Rimozione di impianti caduti in disuso

Mountain Wilderness Francia ha iniziato una campagna per la rimozione di vecchi impianti non più utilizzati di tipo turistico, industriale, agricolo o militare, che da anni deturpano il paesaggio di montagna (cavi e piloni di skilift, alberghi abbandonati ecc.). In collaborazione con altre associazioni, in particolare Paysages de France e CIAPM (Comité international pour la protection du Mont-Blanc) e con le aree protette di montagna, l'iniziativa si pone tre obiettivi: - inventario degli impianti caduti in disuso che compromettono l'ambiente circostante situati nelle aree protette delle montagne francesi o nell'area del Monte Bianco; - indicare la fattibilità della rimozione degli impianti sulla base di due esempi; - rimozione a medio termine degli impianti, basata sul rilevamento, e a lungo termine impedire la nascita di "nuove rovine". Nel sito sotto riportato sono disponibili i formulari online per schedare gli impianti dismessi. Quest'estate nell'Alta Maurienne a 3000 mslm, nell'area di confine tra Francia e Italia, si provvederà con l'aiuto di volontari a preparare la rimozione dell'impianto di risalita abbandonato, dei piloni e delle rovine del rifugio. Tutte le parti non ancorate al suolo verranno raccolte in modo da facilitarne la rimozione completa che verrà effettuata con l'intervento di una ditta specializzata l'anno prossimo.

Certificazione FSC per il bosco del Liechtenstein

Il Liechtenstein è stato il primo stato al mondo a far certificare la propria intera superficie forestale in base a criteri riconosciuti a livello internazionale. Nel Liechtenstein i boschi occupano una superficie di 55,6 km2, corrispondenti a circa un terzo del suo territorio complessivo. Per la certificazione sono stati seguiti i criteri del Forest Stewardship Council (FSC), fondato a Toronto nel 1993 per attuare i principi per l'utilizzo sostenibile del bosco approvati dalla Conferenza di Rio del 1992. La certificazione del bosco consiste in una valutazione della gestione del bosco da parte di uno studio indipendente e serve a indirizzare la conservazione e gestione forestale in una direzione economicamente, ecologicamente e socialmente sostenibile e a indicare misure di miglioramento. Con un'analisi dei punti deboli/di forza sono state valutate tutte le attività selvicolturali. Il processo di certificazione è durato circa due anni e si è concluso a fine agosto 2001 con la consegna del certificato a Vaduz. Tra i punti positivi individuati nella gestione forestale del Liechtenstein, sono stati evidenziati la buona attuazione degli strumenti, la comunicazione tra sede e addetti forestali comunali e i progressi compiuti verso la soluzione del conflitto tra bosco e fauna selvatica. Il team di valutatori ha dato anche alcune indicazioni relative alle battute di caccia intensive, alla creazione di zone precluse agli ungulati, alla pianificazione aziendale, al controllo dei risultati nelle misure adottate per dare stabilità al bosco di protezione e alla sicurezza nel lavoro.

Modello di progettazione per il teleriscaldamento

Recentemente nel comune di Brunico in Sudtirolo è entrata in funzione il più grande impianto di teleriscaldamento a biomassa del mondo. Le basi per la progettazione sono state fornite da una valutazione di impatto territoriale elaborata dall'Accademia Europea di Bolzano (EURAC).
Nei freddi giorni invernali un denso fumo saliva finora dai camini di Brunico. Ma non arrivava molto in alto. Poche centinaia di metri al di sopra della città l'aria più calda rispetto al suolo forma una cappa che non lascia passare nulla. "Se poi si aggiungevano anche i gas di scarico delle automobili, il livello di inquinamento diventavano peggiori di quelli di alcune metropoli", afferma Christian Tschurtschentaler, sindaco di Brunico.
Perciò - e anche perché Brunico è stato uno dei primi comuni italiani ad entrare nell'Alleanza per il clima - tre anni fa la città ha deciso di ridurre al minimo il riscaldamento a gasolio e metano e di costruire un impianto di teleriscaldamento a biomassa.
Molto tempo prima che l'impianto di teleriscaldamento venisse approvato, l'EURAC è stata incaricata di preparare uno studio di valutazione strategica (VAS) e di valutazione di impatto ambientale (VIA) per il progetto. Nell'ambito della VAS sono stati indagati gli effetti economici, sociali e culturali del progetto. "Un progetto sovraregionale come l'impianto di teleriscaldamento di Brunico produce sicuramente effetti sullo sviluppo urbanistico e dei trasporti, così come sull'economia regionale. Non tutte le localizzazioni sono adatte per un progetto", spiega il collaboratore dell'EURAC Flavio V. Ruffini. Nell'ambito della VIA si è rivolta l'attenzione alla costruzione e all'esercizio a pieno regime dell'impianto di teleriscaldamento nel sito più adatto e le conseguenze derivanti per l'ambiente. Grazie all'approccio progettuale complessivo si è riusciti ad evitare, già durante la realizzazione dell'impianto, l'insorgere di conflitti di utilizzo, errata progettazione e costi.

Mantenimento del paesaggio culturale

Il Comune di Oberammergau/D sostiene dal 1985 un programma per la cura dei pascoli e l’incentivo allo sfalcio nella sua forma originaria nell’ambito
di un progetto per la salvaguardia del paesaggio agricolo tradizionale. Tra gli obiettivi la tutela della biodiversità, l’incentivo della locale agricoltura di
montagna e la valorizzazione del paesaggio a scopi turistici.
L’ammontare dei contributi e l’offerta del comune di addossarsi anche la realizzazione delle
misure di cura ha incentivato la partecipazione degli imprenditori agricoli anche se in maniera ridotta rispetto alle aspettative. Nel 1991 erano compresi nel
progetto 56 ettari su 162. Nel 1995 il Comune ha dato vita inoltre, in collaborazione con la Direzione per lo Sviluppo Fondiario (DLE), ad un programma di sviluppo fondiario. Nell’ambito di questo progetto si è cercato anche di allargare il più possibile la superficie sfalciata regolarmente attraverso la compravendita di
terreni, arrivando a 72 ettari. Dal 1998 il programma è stato integrato nel progetto bavarese per la tutela contrattuale della natura. Per compensare la diminuzione della consistenza dei contributi versanti da questo programma, il comune paga ai proprietari dei pendii più ripidi premi supplementari. Ai provvedimenti di ripristino (estirpazione di cespugli,..) vengono devolute quote solitamente doppie rispetto a quelle previste per lo sfalcio.


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